Un Tribunale tutto nuovo, “anzi con problemi annosi”

Audio Porfidio (La Voce della Città) fustiga l'amministrazione, invitandola a provvedere ad alcuni problemi cronici della struttura che si andrà a reinaugurare martedì 18 con la visita del ministro Alfano

Riceviamo e pubblichiamo

La polemica sorta in questi giorni a proposito dello spreco di spesa di € 20.000 messa a disposizione dalla Giunta Farioli per “ingraziarsi” il Ministro della Giustizia Alfano in visita martedì p.v. a Busto in occasione dell’inaugurazione della nuova ala del Tribunale non può essere liquidata come un isolato episodio di cattiva amministrazione  se non la si pone, sempre rimanendo nell’ambito dei problemi del Palazzo di Giustizia, in relazione alla permanente e deprecabile situazione di incuria in cui versa la vecchia struttura, priva del rispetto delle più elementari regole di funzionalità e di sicurezza.

La mia indignazione nasce, innanzitutto, dalla ipocrita messinscena della prossima inaugurazione della nuova struttura giudiziaria che, nonostante tutti i proclami degli sforzi economici compiuti, non risulta pienamente funzionale per via di alcune carenze tecnologiche rimaste insolute; sicchè, ancora una volta, non ci resta che assistere delusi ai soliti tagli di nastri voluti pomposamente dalle regole protocollari al fine di far apparire una realtà che non c’è. Come non rimanere indignati di fronte alle carenze strutturali del vecchio Tribunale dove oggi viene amministrata la Giustizia a Busto Arsizio? Come mai il Comune, anzicchè sperperare denaro pubblico in pranzi di gala, spese di rappresentanza e contributi a fondo perduto, non interviene nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili giudiziari ed di tutti quelli di sua proprietà, permanentemente carenti in tema di inosservanza alle norme di sicurezza (L.626)?

Sebbene invitato a provvedere, il Sindaco ha continuato a fare orecchie da mercante ignorando le numerose richieste avanzate dai dirigenti degli Uffici giudiziari, ritenendo, invece, prioritarie quelle spese che garantiscono un ritorno più proficuo in termini di consenso elettorale, vera piaga per le ormai dissanguate finanze pubbliche del nostro Comune. Intanto, nella vecchia struttura del Tribunale assistiamo al penoso andirivieni di pubblico da un’entrata secondaria del piano terra, che avrebbe dovuto essere invece riservato al personale di servizio e a parcheggi per auto, proprio perché finora non si è stati in grado di consentire al pubblico l’accesso dall’entrata principale per mancanza di fondi per l’acquisto di regolari metal detector di sicurezza.

Per chi, poi, si trova a percorrere le scale del Palazzo di Giustizia, non può non imbattersi negli antiestetici e poco funzionali armadi di pratiche sui pianerottoli a dimostrazione della grave carenza di spazi in cui versano gli uffici, nel più totale disinteresse degli amministratori pubblici! Che dire dello stato pietoso dei bagni? Al 3° piano, infatti, questi non sono stati divisi tra pubblico, detenuti e personale di servizio generando, purtroppo, una imbarazzante situazione di commistione di persone facilmente immaginabile; oltretutto, essi sono divisi tra maschi e femmine attraverso una sottile parete di cartongesso, assolutamente inadatta allo scopo! Infine, la persistenza del tetto in amianto del Tribunale rappresenta la più grave violazione in termini di rispetto delle norme di sicurezza degli ambienti di lavoro, indegno per una Città che vuole annoverarsi tra quelle cosiddette “civili”.

Un’Amministrazione comunale seria che sta per tributare al Ministro Alfano una degna accoglienza non può lasciare l’Amministrazione della giustizia della propria Città in quelle condizioni; anzichè dirottare risorse economiche per iniziative di nessuna utilità alimentando bassi profili di logiche di partito, farebbe bene a destinare quelle poche risorse disponibili a risolvere i problemi in ordine prioritario.

Ai cittadini di Busto, cui sta a cuore il vivere civile e la sicurezza di tutti i giorni, non interessa se la Pro Patria o la Yamamay danno buoni risultati nelle loro discipline sportive, e nemmeno se il loro Sindaco tifa, in prima fila, sbracciandosi con gli altri “supporters” ; forse, il nostro Sindaco Farioli dimostrerebbe maggiore serietà se affrontasse i problemi della gente con più umiltà e spirito di servizio. La capacità di esercitare saggiamente la funzione di Sindaco non si misura con l’apparire in pubblico ai tagli di nastri o in atteggiamenti teatrali non confacenti al suo ruolo istituzionale di primo cittadino! Si ha l’impressione che egli voglia  togliere, maldestramente, al tanto vituperato Grillo parlante lo scettro di re indiscusso della comicità nazionale di satira politica; non so se egli se ne sia accorto, ma è un ruolo che non gli si addice per non saperlo svolgere egregiamente e per il quale i cittadini di Busto non lo hanno mai delegato!

 

Audio Porfidio

 Consigliere Comunale del Movimento “La Voce della Città”

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Pubblicato il 14 Novembre 2008
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