Non c’è l’Ato, il pozzo se lo paga il comune
Niente soldi dall'Ato, investimenti bloccati da Aspem. E così il sindaco ha acceso un mutuo per evitare la siccità
Primi effetti della guerra dell’acqua. L’Ato, che dovrebbe finanziare gli investimenti per le reti, non è operativo. Aspem, che aveva colmato il vuoto e pagato i lavori, ha bloccato gli aumenti delle bollette e non ha più i fondi previsti. E i lavori per l’acquedotto di Daverio (servito da Aspem) chi li paga? Il comune. E’ quello che è successo a Daverio, dove un pozzo per sconfiggere la siccità è costato 60mila euro (pagato da Aspem), e l’amministrazione pensava che anche i lavori di collegamento con il bacino di pompaggio e la rete idrica comunale, sarebbe stati a carico della multiutility.
Ma non è andata così. Il comune ha chiesto i soldi ad Aspem per iniziare, ma l’azienda ha risposto picche perché non ha i fondi, evaporati con il blocco delle tariffe imposto ad Aspem dalla Regione. Risultato? «I lavori ce li paghiamo noi» dice il sindaco Alberto Tognola. «I cittadini hanno bisogno di queste opere – spiega il primo cittadino – e non abbiamo avuto altra scelta: abbiamo acceso un muto da 260mila euro, che peserà certo sulle casse comunale ma che garantirà comunque gli investimenti necessari per non trovarci più di fronte alla siccità». Commento finale: «Bloccare gli aumenti delle tariffe di Aspem – spiega – è stata una decisione un po’ assurda, come tutta la vicenda dell’Ato».
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