«Ci auguriamo una nuova stagione per l’ospedale»
Il commento del consigliere comunale del PD Galli alla diagnosi fatta dal nuovo direttore dell'azienda ospedaliera Gozzini
Leggiamo con interesse le dichiarazioni, un po’ critiche e un po’ preoccupate, del dott. Gozzini sullo stato di salute dell’Azienda ospedaliera gallaratese e, in questa fase, le apprezziamo, non tanto nel merito quanto per il metodo.
Non possiamo infatti entrare nel merito di una serie di delicati problemi interni, per forza di cose non conosciuti a fondo, se mai solo percepiti dai comuni cittadini-utenti della struttura o auscultati con le “antenne” a nostra disposizione.
Il metodo però ci piace, franco e determinato nel metter fine al lungo periodo del “ tutto va ben madama la marchesa” che ha caratterizzato la politicamente superprotetta gestione precedente.
Le strutture ospedaliere sono gli organismi più delicati della comunità cittadina e a Gallarate qualche perplessità, in contrasto con gli elogi delle Regione Lombardia, alberga tra gli osservatori esterni che ancora vedono dopo 10 anni un padiglione non ultimato ma già pluri inaugurato e parziamete operativo a caro prezzo solo per i “solventi”, o le code, magari sotto l’ombrello, sul marciapiede, di decine di persone in attesa delle analisi mattutine, le lunghe liste di attesa per le visite specialistiche, i problemi dei vari reparti e le carenze quantitative di personale spesso precario, solo in parte compensate dall’impegno oggettivo e riconosciuto di gran parte degli attuali operatori.
Forse a questi e magari ad altri problemi si riferisce il dott. Gozzini di cui abbiamo apprezzato la franchezza, che ci pare sostanzialmente libera dalla sudditanza politica di chi ha da sempre governato il sistema sanitario gallaratese, spesso più con la logica dell’”azienda” che con quella “ospedaliera”.
Chi Governa la Regione notoriamente premia con generosi emolumenti i direttori generali che fanno quadrare i conti e che magari riescono a trasformare la struttura in un solido bacino elettorale.
I cittadini sapranno però premiare con riconoscenza sociale e diffusa chi è quotidianamente a loro attento e si dimostra capace – anche se politicamente schierato- di lasciare la politica “pro domo sua” fuori dalla porta dell’ospedale, premiando merito e capacità.
Ci auguriamo pertanto una nuova stagione di trasparenza,di dialogo e collaborazione con la nuova Dirigenza che, pur di nomina politica e non certo dalla nostra parte, sappia operare con il giusto spirito di chi ha , in primo luogo, a cuore i risultati e il consenso sul campo, poi i benefici personali o i risultati elettorali.
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