La Sinistra Arcobaleno vuole vincere con Giampaolo Livetti
Presentato il candidato alle elezioni provinciale. "Abbiamo cercato un dialogo con il Pd, ma vogliono correre da soli"
L’obiettivo è vincere le elezioni in Provincia di Varese. Scontato forse, ma l’entusiasmo sembra esserci e anche la voglia di confrontarsi con gli avversari. E questa volta, per la Sinistra Arcobaleno, si tratta di confrontarsi non solo con il centro-destra, ma anche con il Partito Democratico.
Un campagna elettorale dura, ma bella la definiscono i rappresentanti dei partiti che ne fanno parte: Partito di Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica.
«Questa è una novità – spiega Giovanni Bonometti (nella foto, primo da sinistra), segretario provinciale PRC -: dopo anni di divisione la sinistra cambia marcia e si presenta unita. Inizialmente abbiamo cercato un contatto con il Pd, ma in provincia di Varese ha deciso di andare da solo. Non creda di fare un dispetto a noi: così si condanna a presentarsi con un programma identico a quello del Popolo delle Libertà».
Oggi, venerdì 7 marzo, hanno presentato il loro candidato presidente: Giampaolo Livetti, fernese, 57 anni, architetto e insegnante del Liceo scientifico di Gallarate. Dopo un’istruzione in scuole cattoliche, nel 1968 approda alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. E qui il grande incontro con il Partito Comunista Italiano. È in questi anni, prima della laurea con una tesi in urbanistica, che capisce che può unire la sua preparazione scolastica alla vita reale. È quindi del 1980 – una volta tornato a vivere a Ferno – l’inizio della sua attività politica. Consigliere di minoranza dal 1980 a Ferno, nel 2000 diventa assessore esterno alla cultura nel comune di Lonate Pozzolo e nel 2002 capogruppo di rifondazione comunista nel consiglio provinciale. Ora, dopo le dimissioni di del presidente della Provincia Marco Reguzzoni e le nuove elezioni alle porte, Liverti è il candidato presidente della Sinistra Arcobaleno. Varie le priorità. «Innovazione produttiva e formazione – spiega -: il nostro tessuto produttivo non tiene il passo con la modernità. Nel nostro territorio ci sono le risorse, ma bisogna metterle in rete. C’è poi il problema dell’acqua, dei rifiuti e di Malpensa. Anche al turismo bisogna guardare in modo diverso e non in modo usa e getta come succede ora con i mondiali di ciclismo».
E se alla fine dovessero perdere per poco, assicurano che daranno battaglia su varie questioni ancora aperte.
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