Legambiente: “Anche il terziario inquina”
Negozi e uffici pubblici surriscaldati mentre i dati di inquinamento impennano e gli impegni di Kyoto sono di là da venire
Diciannove gradi centigradi: è la temperatura ideale per le case e i luoghi di lavoro nel corso della stagione invernale. Certo, non è una temperatura adatta per girare in calzoncini e canottiera, occorre indossare un abbigliamento adeguato, ma a questa temperatura, con un giusto grado di umidità, le probabilità di ammalarsi sono le più basse perché l’aria è meno secca e non ci si espone a violenti sbalzi termici ogni volta che si varca l’uscio: insomma, il caldo indoor fa male alla salute. Ma fa male anche alla febbre del pianeta: ogni grado in più nel riscaldamento domestico si associa ad un aumento di consumo di combustibili del 10%: quindi più gas serra, più polveri sottili, più biossido d’azoto nell’aria della Pianura Padana. Se il caldo d’inverno fa male nella propria casa, fa ancora più male nei luoghi di studio e lavoro, per non parlare dei negozi, specialmente in centro, dove troppo spesso capita di fare shopping in ambienti surriscaldati, magari con le finestre spalancate. E i termometri dei volontari di Legambiente confermano: temperature tropicali nei negozi d’abbigliamento e nelle librerie in centro, uffici afosi nonostante le finestre socchiuse, solo nelle scuole si sono misurate temperature quasi nella norma, ma in questo caso il forte sospetto è che siano i troppi spifferi di muri e infissi a disperdere il calore dei termosifoni roventi.
"Il terziario dei colletti bianchi, degli esercizi commerciali, dei servizi e degli uffici pubblici, in una città come Milano è responsabile di un rilevante contributo ad inquinamento e gas serra – dichiara Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia -. Eppure basterebbe davvero poco per conseguire notevoli risparmi di energia e di giornate di malattia, ad esempio con piccoli accorgimenti legati alla regolazione automatica delle temperature che costano molto meno di quanto consentono di risparmiare. Senza nulla togliere alla necessità di interventi strutturali per migliorare l’isolamento degli edifici e l’efficienza dei sistemi di riscaldamento, basta un termostato ben regolato a portare un beneficio notevole: ma dove non arriva il buon senso, occorre che arrivino i controlli. Nell’era del cambiamento climatico ogni spreco è intollerabile, per questo occorre che le autorità si facciano carico di programmi di controlli sistematici".
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