“Oltre l’Ecopass, non spenderò più un centesimo a Milano”
Lettera aperta al sindaco Moratti da parte di un lettore di Busto, pendolare a Milano dall'88
Cara Letizia Moratti,
lavoro a Milano dal 1988 e a Milano ci ho anche abitato.
Grazie anche alla qualità e quantità del mio lavoro, Milano è divenuta una delle più importanti città europee.
Sono un pendolare, uno che ogni mattina parte da Busto Arsizio con la propria vettura ed è costretto a subire code, traffico, stress per recarsi al lavoro. Naturalmente tutto a mio carico benzina, costo autostradale, bollo, assicurazione.
Da oggi in teoria, come ulteriore punizione essere possessore di un’auto diesel euro 3 anche l’Ecopass.
Premetto che l’Ecopass la ritengo una truffa ed una presa in giro verso le persone perché non è una tassa ecologica ma soltanto uno dei tanti balzelli aggiuntivi, la dimostrazione è che la mia inquinantissima Euro3 potrebbe tranquillamente continuare ad inquinare se il suo proprietario (cioè io) sborsasse 125€ per i primi 50 accessi, 150€ per i secondi 50 accessi e, terminati questi, 5€ al giorno. Inquinare quindi non è un divieto, ma solo una questione economica e di quanto uno è disposto o possibilitato a spendere per farlo.
Lei signora Moratti quindi mi sta punendo e mi sta prendendo in giro e quel che è più grave, sta ponendo una tassa sul mio lavoro.
Le prometto che io continuerò a recarmi a Milano, ma in treno, andando a complicare con la mia presenza, la situazione già critica e di affollamento presente sui treni per pendolari (prima si creano le strutture e poi si mettono i divieti), ma dal giorno 14 e cioè da quando riprenderò a lavorare, non spenderò più a Milano nemmeno un euro.
Ogni giorno spendevo circa 5€ al bar, 2€ o più in edicola, facevo carburante e pedaggi autostradali per oltre 4000€ l’anno, acquistavo abbigliamento per circa 2000€ l’anno, acquistavo musica e dvd per circa 1000€ l’anno, pranzavo a Milano, acquistavo regali, ci tornavo la sera magari per andare a teatro o al cinema… insomma a Milano spendevo svariate miglaia di Euro… beh le dimentichi.
Dal 14 di gennaio per me Milano sarà una città fantasma, mi recherò solo per lavorarci e non spenderò più un centesimo…
Se dovrò acquistare un vestito lo farò fuori Milano, il giornale lo acquisterò alla stazione ferroviaria di Busto Arsizio, colazione la farò a casa o al bar della stazione, ma non a Milano.
Mi auguro infine, che in molti pendolari seguano questa mia iniziativa…
Saluti, Marco
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