Economia varesina in frenata, ma meno pesante: timori per i dazi USA
L’indagine dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Varese sui dati congiunturali del secondo trimestre 2025 fotografa un territorio in bilico tra preoccupazioni per i dazi e segnali di resilienza nei settori manifatturieri e artigiani
La produzione industriale varesina rallenta, ma con un’intensità minore rispetto ai mesi precedenti. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Varese sui dati congiunturali del secondo trimestre 2025: il calo registrato tra aprile e giugno si ferma a -0,8%, contro il -1,7% del trimestre precedente.
“Dazi e tensioni globali pesano sulle imprese”
Il presidente della Camera di Commercio, Mauro Vitiello, ha commentato il quadro tracciato dall’indagine di Unioncamere Lombardia su 247 imprese locali:
«Siamo alle prese con i timori legati alle politiche commerciali statunitensi, con l’inasprimento del contrasto relativo ai dazi. Nonostante la fase di incertezza che viviamo, con prospettive deboli a livello globale, le nostre imprese restano competitive sui mercati internazionali e non cessano il loro sforzo per l’innovazione e la produttività».
Le preoccupazioni maggiori arrivano proprio sul fronte dell’export: sei imprese industriali su dieci vedono nei dazi un rischio per la propria attività, mentre tra le imprese artigiane la quota scende al 41%. Seguono i timori legati ai rischi geopolitici (41% nell’industria) e ai costi energetici (37% nell’artigianato).
Segnali positivi dall’artigianato
Nel settore artigiano si intravedono segnali di tenuta: rispetto allo stesso periodo del 2024 la produzione segna un leggero +0,1%. Un dato in controtendenza rispetto alla media generale e che, secondo gli analisti, potrebbe essere favorito da mercati di nicchia e filiere più corte rispetto a quelle industriali.
Opportunità: calano i costi delle materie prime
Se da un lato le imprese guardano con preoccupazione ai dazi e all’instabilità internazionale, dall’altro individuano possibili margini di miglioramento: il 44% delle aziende industriali e il 56% di quelle artigiane segnala come opportunità un possibile calo dei costi delle materie prime, fattore che potrebbe contribuire a recuperare marginalità e competitività.
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