Sezione del Carroccio commissariata: arriva Mascetti
Si è dimesso il segretario cittadino Sandro Rech. Fabio Rizzi ha scelto il responsabile amministrativo della segreteria provinciale per chiarire la situazione
Alla fine le dimissioni sono arrivate. Dopo giorni di tira e molla,
riunioni e assemblee dei militanti, il segretario cittadino della Lega Nord Sandro Rech rimette il mandato dopo soli otto mesi dalla sua elezione. La decisione è giunta oggi, giovedì 22 marzo, al termine di una fitta giornata di colloqui tra l’ormai ex leader del Carroccio gallaratese e il suo omologo provinciale, Fabio Rizzi: «L’ho fatto per mettere fine alle voci – ha detto Rech -: un leghista duro e puro come me non può sopportare una situazione del genere. Per il bene del movimento mi dimetto, convinto di aver fatto un buon lavoro: la situazione a Gallarate va chiarita. Io mi metto a disposizione per eventuali scelte di chi gestirà la sezione cittadina da questo momento in avanti». Dopo l’assemblea dello scorso martedì la scena sembrava essere tranquilla e Rech pareva poter restare al proprio posto dopo la mediazione dei vertici provinciali e non solo.
Oggi il “fulmine a ciel sereno” e l’annuncio delle dimissioni. A traghettare la sezione gallaratese verso acque più placide sarà nominato commissario Andrea Mascetti, responsabile amministrativo della segreteria provinciale: «Un leghista duro e puro – commenta Rizzi – , l’uomo giusto per fare pulizia nel movimento, portare alla luce i problemi e sradicarli. Ringrazio Rech per il lavoro svolto, si è messo a disposizione del movimento con grande senso di responsabilità in un momento senza dubbio difficile per la sezione di Gallarate. Si deve fare chiarezza: ci sono state fughe di notizie e comportamenti nocivi, il commissariamento va letto in questa ottica, senza intenti punitivi nei confronti dell’ex segretario, che ha condiviso la linea politica con la segreteria provinciale». Linea politica che ha portato la Lega Nord ad uscire dalla maggioranza perché non più in sintonia con le decisioni della giunta guidata da Nicola Mucci.
Su questo punto Rizzi è chiaro una volta per tutte: «Siamo all’opposizione – spiega -, non esistono pause di riflessione: questa è un’invenzione di Forza Italia diffusa dopo la riunione di maggioranza successiva al siluramento di Giorgio Caielli. Non daremo nessun appoggio esterno, decideremo di volta in volta coerentemente con i nostri principi e senza vincoli. Se la CdL si accorgerà di volerci ancora all’interno della maggioranza dovrà venire a chiedercelo, ma non è automatico che la Lega Nord rientri
nella maggioranza». Rizzi ha anche ribadito che il problema è circoscritto alla sola Gallarate e che la situazione di Varese è ben diversa: «A Gallarate sono 6 anni che si va avanti ad incomprensioni – continua il segretario provinciale del Carroccio -: noi siamo sempre stati fedeli al programma e alla nostra linea politica. Ci siamo opposti al piano commerciale, alla moschea, ai piani integrati di intervento e al campo nomadi per questioni imprescindibili con il nostro modo di intendere la politica. Sono gli altri ad aver tradito il programma elettorale con scelte estemporanee e facendo troppo spesso mancare la trasparenza. A Varese il problema con la politica ha poco a che fare: si parla di municipalizzate e televisioni. Mi sembrano le classiche scaramucce pre elettorali, amplificate dalla consapevolezza della forza del centrodestra e dalla contemporanea debolezza del centrosinistra: per questo c’è una caccia alle poltrone che porta ad episodi sopra le righe, come quella di ieri sera, della quale mi vergogno e chiedo scusa agli elettori».
Mascetti sul piatto troverà innanzitutto la questione Roberto Bongini: l’assessore ai Servizi Sociali non fa più parte del direttivo cittadino del Carroccio, azzerato con le dimissioni del segretario. A questo punto la sua espulsione potrà essere valutata dal neo commissario: «È una situazione ambigua e anomala che va definita per il bene della Lega Nord», chiosa Rizzi. Nel frattempo tutti i leghisti nominati in ruoli di responsabilità a Gallarate si sono dimessi: «Il segno che non siamo legati alle cadreghe – commenta Matteo Ciampoli, capogruppo del Carroccio in consiglio comunale -: porteremo avanti le nostre battaglie come sempre».
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