Fastweb diventerà svizzera?

Swisscom ha proposto l'acquisizione della regina della fibra ottica. Se tutto andrà a buon fine il mercato delle telecomunicazioni italiane sarà sempre più terra straniera

Swisscom mira all’acquisizione di Fastweb, il fornitore di servizi a banda larga coronato dal successo in Italia”: con questo messaggio apparso ieri mattina (lunedì 12 marzo) sul suo sito ufficiale, l’operatore telefonico svizzero ha provocato l’ennesimo terremoto nel mondo della telefonia italiana. Un terremoto per ora solo economico, ma che in futuro potrebbe avere chiari riflessi sul mondo delle telecomunicazioni nel nostro paese.

Andiamo con ordine: la compagnia telefonica elvetica ha proposto l’acquisizione del 100% della società pagando ogni azione 47€, per un totale di 3,7 miliardi di euro. Acquisire Fastweb significa accaparrarsi il secondo operatore di telecomunicazioni nel settore della banda larga, il competitor diretto di Telecom Italia, cioè la nostra ex-monopolista. Anche se, bisogna rilevare, la salute dell’azienda non è delle migliori: nell’ultimo trimestre del 2006 il debito dell’azienda è aumentato di 623 miliardi, e la posizione competitiva con Telecom sembra sempre complessa da rivedere. Ma parliamo comunque di un protagonista innovativo in un mercato, come quello italiano, che di innovazioni tecnologiche ha ancora troppo bisogno.

Definire Fastweb una società telefonica è sbagliato, si tratta di una protagonista delle telecomunicazioni. La società infatti gestisce telefonia terrestre, banda larga e televisione via cavo. Proprio in questi ultimi mesi l’azienda ha perfezionato partnership con Vodafone (per la connettività wireless), Mediaset e Sky (per l’IP-tv), degli accordi importanti che non dovrebbero scindersi con il cambio di proprietà. Nel futuro prevede di diventare anche un operatore per telefonia cellulare.

Inoltre di soldi da investire, anche accollandosi ancora qualche mese di perdite, Swisscom ne ha, visto che l’azienda fattura 6,2miliardi e risulta in buona salute. Il Consiglio di Stato, che è socio di maggioranza di Swisscom, ha già approvato in pieno la proposta. Se FastWeb dovesse accettare, saremmo di fronte al passaggio in mani straniere dell’ennesimo operatore telefonico dopo la liberalizzazione di questo settore. Omnitel è finita in mani britanniche, Infostrada è proprietà tedesca, Tre è nata una società marchiata Hong Kong nata sulle ceneri di un’ex azienda italiana e Wind è passata agli egiziani di Sawiris.

Ma dal punto di vista gestionale, se questa acquisizione avverrà, cosa cambierà nella strategia della regina della banda larga? Niente, almeno secondo SwissCom che promette: “Fastweb rimane Fastweb”, prendendo l’impegno di rispettare l’intenzione dell’azienda di diventare un operatore di telefonia mobile con la formula dell’Mvno (fornire servizi su infrastrutture altrui), celebre all’estero e mai usata in Italia. Inoltre il promesso acquirente ha dichiarato di voler incrementare ulteriormente gli attuali vantaggi rispetto alla concorrenza, pur non volendo interferire con l’operato del management di Fastweb, che rimane in posizione come tutti i suoi dipendenti, e non rinunciando al celebre logo giallo.

Ieri il valore delle azioni Fastweb è schizzato verso l’alto, ed ora gli esperti sono pronti a scommettere che qualche società italiana proverà comunque ad approfittarne, con una contro-offerta. Si vocifera un’intenzione di Mediaset, che sicuramente discuterà informalmente della cosa in un consiglio direttivo programmato per oggi. Più probabili le offerte di Vodafone e Sky. Di sicuro la proposta elvetica presenta l’approvazione dell’attuale azionista di maggioranza, Silvio Scaglia, che già da tempo aveva rivelato l’intenzione di uscire dalla società. Solo le prossime ore sapranno fare chiarezza su una transazione dalla quale, probabilmente, dipenderà buona parte delle future evoluzioni delle telecomunicazioni del nostro paese. Che in ogni caso parlano poco italiano.

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Pubblicato il 13 Marzo 2007
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