Due giorni senza un goccio di benzina
Per lo sciopero dei benzinai nemmeno i self service saranno aperti dalle 19 del 6 alle 7 del 9 febbraio. Coinvolte tutte le sigle, si prevede un'alta partecipazione
Si comincia da due giorni, ma
potrebbero essere anche quindici, divisi in più “tappe”:sarà bello “tosto” lo
sciopero indetto dai benzinai in tutta Italia, e anche a Varese.
Due giorni e qualche ora, a dire il vero: comincerà infatti martedì 6
alle 19 e finirà venerdì 9 alle 7.
Serrande chiuse, tra l’altro, non solo per i
distributori classici ma anche per i self service: come dire che di
benzina per due giorni e mezzo pieni non ce ne sarà un goccio, e che sarà
meglio organizzarsi prima.
«Le ragioni ormai si sanno – spiega Paolo Longo, presidente
della Faib – Confesercenti provinciale – la “lenzuolata” delle
liberalizzazioni e la creazione di una corsia preferenziale per la grande
distribuzione. Per una liberalizzazione che non ha molto senso.
Noi infatti già ora siamo in un mercato libero: chiunque può
aprire un distributore. Con la liberalizzazione di Bersani verrà azzerato anche
l’unico vincolo della legge: la distanza minima tra distributori. E
liberalizzare il mercato rischia solo di ridurre gli attori da 9 a 3,
aumentando le probabilità di fare cartello e quindi mantenendo alti i prezzi.
Per abbassare i prezzi invece basterebbe eliminare un po’ di quel 70% di tasse
che grava su ogni litro di benzina»
«Magari si possono togliere da quelle tassi i contributi dovuti per i terremoti del Belice e del Friuli – rincara Gianni Lucchina, direttore di Confesercenti – la verità è che secondo noi questa liberalizzazione è semplicemente un regalo alla grande distribuzione. E quello che si sta liberalizzando è semplicemente la chiusura dei piccoli benzinai, che sono 24mila in Italia e 180 solo in provincia».
Una protesta unitaria, portata avanti da tutte le sigle del settore: «E’ una questione d’orgoglio – Spiega Gianfranco Ferrario, segretario provinciale (con Alessando Castiglioni) della FIGISC, i benzinai Confcommercio – le persone pensano che il benzinaio riscuota il prezzo della benzina e si tenga tutto il guadagno, mentre invece guadagna in tutto uno o al massimo 2 centesimi al litro, e la liberalizzazione non può che metterlo ulteriormente in difficoltà. Il libero mercato va bene finchè le condizioni per competere sono corrette: condizioni però che in questo mercato non sussistono per niente, viste le continue denuncie all’antitrust. Senza contare il fatto che in benzinai hanno un socio occulto che intasca i tre quarti in tasse: lo Stato. I benzinai sono di fatto degli esattori per conto dello stato. Che ora li liberalizza, penalizzandoli ulteriormente»
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