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Francesco Cancellato: “Quando il governo spia i giornalisti, non è più democrazia”

Il direttore di FanPage racconta la sua esperienza con il software di spionaggio Paragon, denunciando i rischi per la libertà di stampa e la democrazia

Materia Varesenews

La domanda che Francesco Cancellato pone al pubblico all’inizio della presentazione del suo libro Il nemico dentro a Materia è, forse, la più inquietante di tutte: “Ti senti tranquillo?”.

Era il 31 gennaio 2023 quando il direttore di FanPage riceve il suo avviso da WhatsApp: un messaggio che lo informava di essere stato spiato attraverso un software di spionaggio, Paragon. Un programma così potente da violare anche la crittografia end-to-end delle comunicazioni, come quelle su WhatsApp. Un attacco che ha colpito non solo lui, ma che ha sollevato la questione di un controllo su larga scala esercitato su chiunque si espone pubblicamente, in politica, nel giornalismo o in altri settori sensibili.

“La domanda centrale è sempre quella: ti senti tranquillo?” ha dichiarato Cancellato con voce fermissima, ripercorrendo la sua personale esperienza e ampliandola a un’analisi più ampia sulla sicurezza digitale e sulla gestione del potere in un contesto democratico. Il messaggio che arriva con la sua testimonianza non è solo la denuncia di un abuso, ma una riflessione sul pericolo insito nella concentrazione del potere tecnologico e politico.

La riflessione di Cancellato si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione riguardo alle minacce alla privacy e alla libertà di stampa. In Italia, infatti, si stanno moltiplicando i casi di giornalisti spiati e, come ha sottolineato l’autore, l’inchiesta sul suo caso è un chiaro esempio di come sia stato messo in pericolo un diritto fondamentale: l’indipendenza e la protezione delle fonti giornalistiche. Eppure, il disinteresse da parte di gran parte dell’opinione pubblica e la minimizzazione da parte delle istituzioni politiche e giuridiche, sono emersi come uno degli aspetti più inquietanti di tutta la vicenda.

“Se non ci rendiamo conto della gravità di quanto sta accadendo, rischiamo di trovarci di fronte a una democrazia che cede sempre più spazio a forme di sorveglianza illegittima, che minano le basi stesse della nostra libertà”, ha dichiarato Cancellato. Lungi dall’essere un caso isolato, quello che ha vissuto l’autore è il riflesso di un clima in cui le frontiere tra la sicurezza e l’abuso del potere sono sempre più difficili da tracciare.

Ma a spaventare è anche il silenzio assordante che circonda tali vicende. “Abbiamo parlato per mesi di politiche di sicurezza, ma non si è mai messo in discussione l’uso di strumenti di spionaggio in un contesto che nulla ha a che fare con la lotta al terrorismo o alla criminalità”, ha aggiunto. Il timore di Cancellato è che il controllo, che potrebbe apparire come un fenomeno circoscritto e individuale, possa in realtà essere solo il primo passo verso una normalizzazione della sorveglianza di massa.

Il caso Paragon è solo uno degli esempi che l’autore porta nel suo libro per riflettere su un’epoca in cui la tecnologia ha preso il sopravvento sulla vita privata, non solo per i giornalisti e i politici, ma anche per ogni cittadino. La sua vicenda personale si intreccia con quella di altri casi internazionali di spionaggio come quelli legati al software Pegasus, che ha colpito giornalisti, attivisti e politici in tutto il mondo, suscitando allarmi su come i governi possano abusare di strumenti di sorveglianza.

“Il governo italiano ha comprato e utilizzato Paragon, ma non ha mai dato spiegazioni su come è stato usato né chi ne è stato vittima, nonostante le numerose inchieste e richieste di trasparenza. L’uso di questo software,” ha continuato Cancellato, “è stato legittimato dal fatto che veniva venduto a governi democratici, con la promessa che sarebbe stato utilizzato solo contro pericolosi criminali. Ma il confine tra ‘pericolo’ e ‘nemico politico’ è sempre più labile. E, di fatto, un giornalista esposto, o una persona politica che fa delle inchieste, diventa il bersaglio perfetto”.

In questo scenario, il direttore di FanPage non ha risparmiato critiche al comportamento delle opposizioni politiche. “Se ci si dice pronti a difendere la democrazia, ma si tace di fronte a un attacco alla libertà di stampa e alla sicurezza individuale, si tradisce la fiducia dei cittadini”, ha affermato, riferendosi al comportamento del Copasir e alle risposte “tiepide” delle forze politiche.

L’incontro si è infine trasformato in un vivace dibattito sul futuro della libertà di stampa, sulle leggi che permettono l’intervento nei sistemi criptati e sull’influenza che le grandi multinazionali della tecnologia, come Google e Meta, esercitano sulle nostre vite. Cancellato ha concluso con un forte appello alla responsabilità dei lettori e dei cittadini: “Se vogliamo un’informazione libera, dobbiamo smettere di cercare la notizia più sensazionale. Dobbiamo cercare la verità e, se necessario, difenderla contro ogni forma di ingerenza”.

La domanda, dunque, più che mai, rimane aperta: “Ci sentiamo tranquilli?”

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Pubblicato il 17 Dicembre 2025
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