Riflessione sull’incidente in bici al Campo dei Fiori: “Mountain bike non un limite ma un’opportunità”
Un lettore di VareseNews spiega: "Spero che in futuro si possa aprire un confronto costruttivo tra amministrazione, parco e praticanti, per trovare soluzioni concrete e condivise"
L’incidente al Campo dei Fiori nell’ultimo fine settimana riaccende il dibattito sulla sicurezza nei sentieri. Ma oltre la cronaca e la logica dei divieti, c’è una comunità che chiede di essere ascoltata. Di seguito riportiamo la riflessione di un lettore, Emanuele Franchi: un invito a smettere di considerare la mountain bike solo come un’emergenza da gestire, trasformandola finalmente in una risorsa turistica e sociale per valorizzare il nostro territorio.
Buongiorno Redazione di VareseNews,
ho letto l’articolo riguardo all’incidente nel Parco Campo dei Fiori a seguito di una caduta in mtb e, prima di tutto, mi dispiace sinceramente per il ragazzo che si è fatto male,spero si rimetta presto,vi scrivo anche da praticante e da persona che frequenta spesso il Parco.
Quando succedono queste cose è normale che si parli di regole e sicurezza, ed è giusto che ci siano controlli.
Quello che però mi lascia un po’ di amarezza è che, ogni volta che si parla di mountain bike nel nostro territorio, il tema sembri diventare solo un problema da bloccare o limitare, mai un’opportunità da gestire e valorizzare.
È chiaro che servono regole e rispetto dell’ambiente. Nessuno mette in discussione questo. Ma forse, invece di restare sempre nella logica del divieto, si potrebbe provare a ragionare su come organizzare e canalizzare in modo intelligente una passione che coinvolge tantissime persone.
Non siamo le Dolomiti, è vero, ma abbiamo una zona bellissima. In altri luoghi, anche non lontani da noi, si è scelto di creare punti di riferimento, percorsi dedicati, collaborazioni con guide, eventi e manifestazioni. Questo ha portato movimento, persone, lavoro per bar, ristoranti e strutture ricettive, ma anche un clima diverso: più incontro, più comunità.
Forse sarebbe bello che, ogni tanto, anche chi deve decidere e regolamentare partecipasse a qualche raduno organizzato dai ragazzi della zona. In certe occasioni si vedono davvero tante persone insieme e si respira un’aria positiva: felicità, condivisione, rispetto. Si va dal ragazzino alla persona più matura, tutti accomunati dalla stessa passione. Sono momenti in cui si capisce che non si tratta solo di “biciclette”, ma di socialità e territorio vissuto.
Quando si va in posti dove questo è stato compreso, si percepisce entusiasmo. Si conoscono persone nuove, si crea indotto, si vede un territorio che ha scelto di convivere con una realtà invece di combatterla.
A Varese, invece, ho spesso la sensazione che il tema venga affrontato sempre e solo come emergenza o come fastidio. Ed è un peccato, perché potrebbe diventare una risorsa, se gestita bene.
Spero che in futuro si possa aprire un confronto costruttivo tra amministrazione, parco e praticanti, per trovare soluzioni concrete e condivise. Perché il nostro territorio merita di essere vissuto, rispettato e anche valorizzato.
Con stima,
Emanuele Franchi
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