Galliani: «Programma rispettato, con parecchie aggiunte»
Il sindaco uscente si ricandida: "La nostra amministrazione Cittiglio ha realizzato opere attese. Vogliamo ridurre l'Ici sulla prima casa"
Giuseppe Galliani vuol vincere ancora. Il sindaco di Cittiglio si ripropone ai suoi elettori forte di cinque anni di mandato, il bis per lui che era già stato primo cittadino nel triennio 1986-1988. Cinquantasette anni, sposato con tre figli, Galliani ha alle spalle una lunga esperienza dirigenziale in una multinazionale ma pure un impegno con molte delle associazioni operanti in paese.
Un mandato completato, un altro che potrebbe iniziare in caso di vittoria. Ci tracci un bilancio dei suoi cinque anni di governo.
«Ritengo che il nostro programma sia stato ampiamente rispettato in questi anni. La nostra amministrazione ha realizzato una serie di opere che Cittiglio aspettava da tempo e che hanno cambiato in parte il volto del paese. So bene che un paio di interventi previsti non sono stati realizzati, ovvero la sistemazione di Casa Corti e la ciclopedonale per Laveno, ma in compenso abbiamo portato a termine parecchi lavori inizialmente non in programma. Mi riferisco alla messa in sicurezza delle strade, con i marciapiedi sulla statale e alla stazione, il porticato su via Verdi, i lavori al "rondò". Non dimentichiamoci della grande rotonda che immette alla Valcuvia, per la quale ci siamo battuti a lungo presso gli enti competenti. Sono stati completati tratti importanti di fognatura compreso l’allacciamento con Brenta. Infine non dimentichiamo che abbiamo dovuto le emergenze del 2002, quando l’alluvione ha allagato l’ospedale e causato le frane su Vararo».
Lei ha accennato a Casa Corti e alla ciclabile. Quali sono stati i motivi per cui non è stato possibile concludere i lavori?
«Casa Corti è un mio vecchio cavallo di battaglia, visto che venne acquistata durante il mio primo mandato da sindaco nel 1987. Una struttura molto bella e preziosa dal punto di vista architettonico che merita un rilancio e un recupero. Purtroppo per ora non siamo riusciti a ottenere i fondi necessari per creare al suo interno un centro civico polivalente, però questo rimane un obiettivo della mia lista.
La pista tra Cittiglio e Laveno invece sarebbe rimasta "monca" e a carico unicamente del nostro comune. Per cui abbiamo deciso di attendere l’arrivo della lunga ciclopedonale che per il momento arriva a Mesenzana: ora c’è un progetto ampio per allungarla fino a Laveno. Quando sarà il momento daremo il nostro contributo».
La sua lista si presenta con il simbolo della Casa delle Libertà. Quali i motivi di questa scelta, in controtendenza rispetto a quanto di solito accade nei piccoli paesi?
«Ritengo che la nostra sia una decisione coraggiosa. Non ci vogliamo nascondere dietro il paravento di una lista civica, quando abbiamo idee schierate, come invece fanno altri. Preferiamo essere riconosciuti e giudicati senza mascherare la nostra appartenenza politica: condividiamo gli ideali e i principi del centro destra e questo è il "biglietto da visita" con cui ci presentiamo agli elettori».
I suoi avversari si dicono preoccupati sia per il bilancio del comune, sia per un’attenzione bassa verso i problemi legati all’ecologia. Come risponde a queste accuse?
«Iniziamo dall’ambiente. Cittiglio subisce la presenza di importanti insediamenti industriali (Mascioni, cementeria, conceria…) senza ospitarne nessuno sul territorio. Ci dobbiamo quindi limitare a un ruolo di segnalazione, cosa che abbiamo fatto puntualmente in occasione delle emissioni dell’impianto di compostaggio di Gemonio. Siamo stati una vera spina nel fianco della gestione; la chiusura è una vittoria anche nostra. Ciò per dimostrare la grande attenzione verso l’ecologia, un impegno che continuerà in futuro anche grazie alla commissione ad hoc che abbiamo creato.
Per quanto riguarda il bilancio, non siamo preoccupati e voglio anzi tranquillizzare i cittadini. Capisco che i miei avversari possano essere perplessi, visto che in 5 anni abbiamo realizzato tante opere, pur in un momento in cui i soldi agli enti locali non abbondano. I conti sono a posto, anche se ci sono spese straordinarie che non possiamo evitare: mi riferisco ai 50mila euro annuali usati per l’integrazione alle rette delle case di riposo per alcuni anziani soli oppure ai 185mila destinati ai sei minori che ci ha affidato il tribunale. Per questi casi abbiamo fatto ricorso ai fondi giunti con gli oneri di urbanizzazione, ma si tratta – appunto – di spese fuori dall’ordinario».
Proprio in ambito finanziario tra l’altro il vostro programma prevede un punto importante.
«Esatto. Il nostro comune manterrà invariata l’aliquota comunale Irpef al 2 per mille, la più bassa tra i paesi della zona dove invece vige il 5 per mille. Inoltre è nostra intenzione ridurre l’Ici sulla prima casa dal 5,5 al 4 per mille. Una scelta ambiziosa, ma siamo convinti di poterlo fare, riducendo i costi laddove è possibile».
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