Astuti e Orsenigo sulla tassa salute: “Regione tratta i vecchi frontalieri come galline da spennare”
Il Pd critica la scelta della maggioranza di Regione Lombardia di mantenere il contributo sanitario violando i trattati con la Svizzera
I 70mila lavoratori di confine trattati come «galline dalle uova d’oro da spennare». I consiglieri regionali del Pd, Angelo Orsenigo e Samuele Astuti, intervengono dopo il voto di ieri al Pirellone che ha visto la bocciatura della loro proposta per cancellare la tassa sulla salute e l’approvazione di una mozione del centrodestra.
Tassa salute per i frontalieri, bocciata la mozione del Pd che ne chiedeva abrogazione
«Per Fratelli d’Italia e Lega non è un problema applicare una norma che va contro un’altra che è in vigore. Così approvano una loro mozione blanda, senza impegni, ma solo con un generico invito, che non prevede nemmeno più di abbassare la percentuale di prelievo nei confronti dei cosiddetti vecchi frontalieri», spiegano i due consiglieri. Secondo i rappresentanti dem, la scelta della maggioranza è dettata dal fatto che i frontalieri «sono pochi rispetto alle centinaia di migliaia di cittadini lombardi e anche i soldi che gli verrebbero prelevati non sono poi molti».
«Abbiamo molto insistito su questi punti e ci ha fatto pure parecchio arrabbiare il comportamento dei partiti di maggioranza che hanno tranquillamente ammesso di voler applicare una legge dello Stato italiano del 2024 che va in palese contrasto con un accordo internazionale, entrato in vigore nel 2023 e siglato nel 2020, all’epoca votato da tutti i partiti, fregandosene delle conseguenze. Hanno trovato la scusa della necessità di andare a incrementare gli stipendi di medici e infermieri dei territori di confine per non farli scappare proprio nella vicina Svizzera, ma, a parte l’entità esigua di questi eventuali aumenti, poche migliaia di euro lordi all’anno, quando noi, a inizio legislatura, tre anni fa, abbiamo presentato un progetto di legge volto proprio a definire stabilmente stipendi più congrui per questi professionisti, non siamo stati minimamente presi in considerazione», aggiungono i dem.
«Tra l’altro, se dare un compenso adeguato agli operatori sanitari è la scusa per mettere le mani nelle tasche dei vecchi frontalieri, quando questi, per forza di cose, andranno mano a mano tutti in pensione, dove si troveranno dopo le risorse? Cioè, è una posizione che non sta in piedi da nessuna parte la si guardi e con un rischio grossissimo: la Svizzera e il Ticino, proprio in forza del fatto che c’è l’accordo e che viene palesemente violato, hanno già messo in discussione i ristorni. E questo sarebbe un danno davvero non quantificabile per le nostre amministrazioni locali. La cosa giusta da fare era che il centrodestra che governa in Lombardia dicesse al centrodestra che governa a Roma di ritirare la norma, di aprire una discussione sul territorio, un confronto con tutte le parti e trovare una quadra come fu fatto all’epoca dell’accordo con la Svizzera. Ma la maggioranza ha preferito andare per la sua strada che la porta ad applicare una norma, disapplicandone un’altra. E non è questo il modo di amministrare una regione e le nostre comunità», concludono i consiglieri Pd.
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