A teatro come al cinema con un mostro di bravura

Strepitosa performance della Cortellesi, che dopo avere riempito il teatro venerdì e sabato si appresta a fare il pieno anche nella terza replica

Francamente, il maggior timore de ”Gli ultimi saranno gli ultimi”, lo spettacolo portato in questi giorni in scena al teatro di Varese da Paola Cortellesi, attrice di grande talento ben nota anche al pubblico televisivo per le sue performances con la Gialappa’s o nello spettacolo con Gianni Morandi, era proprio quel "con Paola Cortellesi": un monologo, come la frase promette, è di solito impegnativo e ad alto rischio di noia, o di inutili lungaggini e ripetizioni di sketch già visti.

Ma la Cortellesi, innanzitutto, non è una cabarettista buona solo per fulminanti sketch, malgrado il pubblico televisivo la conosca – solo per citare esempi di quest’anno – per la sua strepitosa imitazione del ministro Prestigiacomo, o per l’interpertazione della funzionaria dell’agenzia "Strozus", la strozzina del terzo millennio di “mai dire domenica” della Gialappa’s. La Cortellesi invece è un’interprete per cui difficilmente è possibile fare paragoni: recita con qualunque inflessione, imita, interpreta, canta con una voce splendida. Un vero mostro di bravura.

E la storia, scritta da lei stessa con Massimiliano Bruno, malgrado l’assenza di altri attori in realtà è piena di gente. Sette per l’esattezza: quattro femminili, due maschili e un transessuale. Tutti impersonati da lei, che cambia tre dialetti e una lingua e addirittura si destreggia tra due donne con uguale accento (il calabrese) ma diversa estrazione sociale.

Un’impresa titanica, che la Cortellesi affronta apparentemente come se bevesse un bicchier d’acqua: con grazia, senza enfasi, semplicemente sapendolo fare. Il che, quando il racconto diventa più concitato, è decisamente più facile a dirsi che a farsi…

Aiutata da una scenografia strepitosa, così incredibilmente duttile da riuscire a raccontare con la stessa comprensibilità scene notturne per le strade di Roma, uffici direzionali  dove si finge lavoro e si  consumano chat, corridoi silenziosi regno delle donne delle pulizie, parcheggi isolati dove tenere poliziotte ispirate cercano di "parlare" con i trans che incontrano, la Cortellesi riesce in maniera stupefacente a raccontare una storia minima ma emblematica di questi  tempi e di questa Italia, facendo ridere e commuovere, applaudire e pensare. Uno spettacolo ad altissima tensione emotiva, di quelle che si trovano più al cinema che a teatro, assolutamente da vedere.

Un consiglio, per la verità, già accolto con entusiasmo dagli spettatori varesini: fino ad ora l’hanno visto in 2200, riempiendo il teatro sia venerdì sia sabato. E la terza sera, quella della domenica, si preannuncia già densissima, con oltre 1000 biglietti già venduti, consacrando lo spettacolo presentato nell’ambito della stagione teatrale comunale come uno dei campioni di gradimento della stagione.

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Pubblicato il 15 Gennaio 2006
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