De Andrè per apprezzare la musica “colta”
Omaggio al cantautore genovese con la partecipazione di Cesare G. Romana, amico e biografo. Appuntamento martedì 29 novembre per l'iniziativa organizzata dal gruppo Santamanzio
Il cineteatro Santamanzio di Travedona Monate, dopo un lungo periodo di inattività, ha da poco riaperto i battenti al pubblico con una ricca programmazione cinematografica e teatrale, attenta alle novità più spettacolari (come “Harry Potter”, in cartellone a partire dal 17 dicembre), non disdegnando però la riscoperta delle radici locali (come, ad esempio, il teatro bosino).
Pur restando fedele alla sua natura di “sala della comunità” (quella che un tempo veniva definita “sala parrocchiale”), il cineteatro Santamanzio ha da subito scelto di essere “teatro” di eventi anche importanti che lo portano ad emergere nel già ricco panorama culturale di Varese e provincia. Decisamente in questo senso si può collocare la serata-omaggio a Fabrizio De Andrè di martedì 29 novembre, che vedrà la partecipazione di Cesare G. Romana, amico personale e biografo “ufficiale” del grande cantautore genovese, scomparso nel gennaio del 1999. Romana, già autore della più importante – e bella- biografia di De Andrè – dal titolo “Amico fragile”, ripercorrerà con affetto e acume critico la vita e le opere del poeta, con particolare attenzione ai testi, che ormai fanno parte della letteratura popolare italiana. E’ proprio per questo che il gruppo Santamanzio in collaborazione con la Biblioteca civica e il Comune di Travedona Monate ha voluto inserire questa serata critico-musicale nell’ambito dell’Autunno letterario travedonese (che ha già avuto come “protagonista” Primo Levi, il 22 novembre, e che avrà lo scrittore Andrea Vitali protagonista dell’ultimo appuntamento, il 6 dicembre).
La serata comprenderà anche una performance musicale del gruppo “Anam Ji” capitanato da Marco Belcastro, che proporrà una rilettura acustica assai originale, e al contempo “fedele” nello spirito, dei più celebri brani di Faber (che addirittura scrisse una lettera complimentandosi personalmente con il gruppo per la sua bravura interpretativa). L’iniziativa sancisce anche l’inizio di una serie di serate critico-musicali in cui il gruppo Santamanzio vuole riproporre all’attenzione del pubblico i più grandi interpreti della musica italiana ed internazionale scomparsi, che, grazie alla qualità della loro musica, hanno conquistato lo status di “classici” nell’ambito di tutta la cultura contemporanea. In questo senso anche le definizione di musica popolare (“pop”) assurge, a nostro parere, a pari dignità con la musica cosiddetta “colta”.
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