Omicidio Meggiorin, indagini chiuse
Contestato l’omicidio volontario per rissa all’albanese clandestino, scartata ogni altra ipotesi
Omicidio volontario, con l’aggravante dei futili motivi: formulando queste accuse il pubblico ministero Tiziano Masini ha chiuso l’inchiesta per l’omicidio di Claudio Meggiorin (foto), il barista di Besano assassinato l’11 giugno scorso all’esterno del suo bar. La magistratura di Varese chiede di processare Vladimir Mnela, il clandestino ventunenne albanese che sferrò a Claudio le coltellate mortali, ma anche due altri albanesi, residenti rispettivamente a Treviglio e a Milano, che avrebbero ospitato l’assassino nei giorni precedenti l’omicidio: per questi ultimi due l’accusa è solo di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Davanti al tribunale dei minori, invece, dovrà comparire il diciassettenne Fatjon, l’altro albanese, residente con i genitori a Besano, che era in compagnia di Mnela al momento dell’omicidio e che con lui scappò subito dopo il delitto. Il quadro delineato dal dottor Masini e dai carabinieri di Varese è sostanzialmente quello emerso nelle ore immediatamente successive al fatto: Meggiorin venne colpito a morte nel corso di una rissa all’esterno del bar, dopo che nelle ore precedenti alcuni avventori del locale avevano avuto un alterco con Mnela e Fatjon. All’albanese maggiorenne viene pure contestato il porto abusivo del coltello servito a uccidere il barista. Nei prossimi giorni verrà fissata l’udienza preliminare per l’albanese.
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