Nove assessori dimissionari, adesso il Comune sarà commissariato
Con le dimissioni di nove assessori viene a mancare il numero legale. Il Prefetto sarà costretto a nominare un commissario straordinario
Nove consiglieri di opposizione della Giunta Aspesi hanno presentato le dimissioni. È accaduto sabato 4 dicembre, due giorni dopo la decisone del commissario ad acta di non sciogliere la giunta. Un’altra tegola cade sul sindaco Anna Maria Aspesi e sui suoi assessori. I dimissionari sono quattro dissidenti dell’ex maggioranza (Malvestito, Cattoretti, Colombo e Molani), 3 della lista Bardelli e 2 della lista della sinistra.
«Si sono dimessi al solo scopo di far sciogliere il Consiglio, senza evidenziare motivi personali o validi» ha dichiarato l’assessore ai servizi sociali Mauro Colamartino.
Con le dimissioni viene a mancare il numero legale, per cui, una volta informato il Prefetto, questi sarà costretto a sciogliere il Consiglio ed a procedere alla nomina di un Commissario straordinario che gestisca il Comune fino alle prossime elezioni amministrative previste per il 3 e 4 aprile 2005.
«Far sciogliere un Consiglio a meno di 4 mesi dalle elezioni e a 2 mesi dal periodo in cui comunque il Consiglio e la Giunta iniziano il periodo ‘bianco’ – prosegue Colamartino – nel quale possono prendere solo decisioni di normale amministrazione significa non tenere in alcun conto il bene del paese. L’opposizione avrebbe potuto servirsi di uno strumento ben più valido e utilizzabile già in occasione del Consiglio comunale del 30 settembre per far sciogliere il Consiglio: la presentazione di una mozione di sfiducia, ma, evidentemente non ha trovato una valida motivazione.
Ha semiparalizzato la vita amministrativa del Comune per oltre due mesi, ha costretto il Prefetto a nominare un commissario ‘ad acta’ per verificare gli equilibri di bilancio, costringendo la ragioneria ad uno stressante superlavoro per preparare la documentazione richiesta dal commissario. Il commissario, come è noto, ha stilato un documento in cui si riconosce la correttezza dei conti e degli equilibri di bilancio. Gerardo Bardelli (uno dei dimissionari, ndr) ha dichiarato a La Prealpina che ‘ E’ dovere della minoranza fare in modo che chi non ha i numeri per comandare vada a casa’. Non ha ancora capito che in Comune si governa, si amministra, non si comanda».
La decisione del Prefetto è attesa a giorni, non appena gli giungerà la comunicazione ufficiale della mancanza del numero legale in giunta.
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