Avvocati contro Giannantoni. «Quel libro va fermato»
Varese – Clamorosa richiesta in un documento diffuso giovedì sera
Come era prevedibile, il libro “La melma”, nel quale Franco Giannantoni ha riprodotto fedelmente la requisitoria di Abate al processo tangenti di Varese, ha suscitato un vespaio di polemiche. Con un documento diffuso giovedì sera la Camera Penale di Varese ha chiesto che il libro venga ritirato dalle librerie perché potrebbe condizionare la serenità di giudizio del tribunale e ledere l’onorabilità di imputati che potrebbero uscire assolti dal processo. La richiesta degli avvocati si limita a un invito rivolto a Giannantoni e all’editore, la casa “Arterigere” ma è comunque destinata a sollevare polemiche. Nel loro documento i penalisti di Varese (ma a loro si sono associati anche quelli di Busto Arsizio e di Milano) ricordano che il processo non è ancora approdato alla sentenza e che dunque quella del pubblico ministero è solo una ricostruzione “di parte”. «La pubblicazione del solo atto di accusa – dice il documento – risulta essere operazione di chirurgia letteraria che offre alla pubblica opinione una ricostruzione non solo parziale, erronea e di parte ma soprattutto è un potenziale danno e pregiudizio per tutti coloro che sono stati coinvolti nell’inchiesta ». In un altro passaggio gli avvocati lamentano che la circolazione del volume (peraltro già in libreria) potrebbe compromettere la serenità di giudizio del tribunale, il cui verdetto è previsto alla fine di marzo. Dal canto suo Franco Giannantoni si dice sbalordito dalla richiesta. « Non sono stato interpellato da nessuno – dichiara – e soprattutto non capisco in cosa consista la mia colpa: ho solo riportato quanto detto pubblicamente in aula dal magistrato, ho riferito notizie già riportate da giornali e televisioni. Forse qualche avvocato ha chiesto il silenzio anche a questi ultimi? Ma il problema è un altro: nel libro dico chiaramente che faccio riferimento alla sola requisitoria di Abate, che le accuse dovranno passare al vaglio del tribunale. Ma faccio lo storico, non il giudice: volevo solo consegnare al futuro una testimonianza del passato. E Tangentopoli, purtroppo, è una pagina rilevante nella storia di questa città ».
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