Sequestrati 8 kg di Gbl, la droga dello stupro
La Guardia di Finanza di Malpensa e la Procura di Busto Arsizio hanno intensificato i controlli sulle spedizioni dall'estero di droghe sintetiche
In Polonia è legale e la vendono come solvente industriale, ed in effetti di questo si tratta, ma in Italia e in molti altri Paesi è da tempo inserita nelle tabelle delle sostanze stupefacenti. Il Gbl (tecnicamente si chiama acido gamma-butirrolattone) è balzato alle cronache negli ultimi anni come “droga dello stupro” e può essere acquistato tramite internet su siti di aziende che lo producono e lo commercializzano legalmente. Il suo costo esiguo lo rende molto più appetibile delle classiche sostanze stupefacenti e il fatto che sia incolore e inodore ne rende difficile l’individuazione da parte delle Forze dell’Ordine.
I militari della Guardia di Finanza di Malpensa, nell’ultimo periodo, ne hanno sequestrati ben 8 kg in nove diverse spedizioni a partire da febbraio di quest’anno. I risultati di queste operazioni sono stati presentati questa mattina (venerdì) nel corso di una conferenza stampa dal colonnello Giuseppe Bua, dal Procuratore della Repubblica di Busto Arsizio Attilio Fontana e dal sostituto procuratore Nadia Alessandra Calcaterra.
Gli scenari che si sono aperti, in seguito ad alcune cosiddette consegne controllate che hanno portato all’arresto di un uomo e alla denuncia di altri 8, è piuttosto inquietante: seguendo il percorso dei pacchi, individuati tra gli oltre diecimila al giorno che transitano dall’area Cargo, si è arrivati ai soggetti che li avevano acquistati, non certo per utilizzarli per la pulizia dei cerchioni delle auto o per la rimozione dei graffiti (questo è l’uso per i quali il Gbl è spesso impiegato) ma, secondo i militari che hanno svolto le indagini, per “agevolare” rapporti sessuali all’interno di festini hard tra omosessuali.
A tratteggiare i profili dei compratori ci hanno pensato il comandante Giuseppe Bua e il capitano Marco Persi: «La gran parte delle persone coinvolte nelle indagini sono uomini tra i 30 e i 50 anni attivi nell’ambito della comunità omosessuale locale – hanno dichiarato durante l’incontro con la stampa – sapevamo che questa sostanza veniva usata in discoteca, spesso mischiata all’alcol, per allentare i freni inibitori e provocare stati di incoscienza in vittime di violenza sessuale». Inquieta il fatto che alcune delle persone coinvolte in questa indagine fossero affetti da hiv.
In un caso, invece, è stato individuato un collezionista di auto d’epoca che l’aveva acquistato on line proprio con l’obiettivo di sverniciare un’automobile ma la sostanza gli è stata comunque sequestrata in quanto inserita da tempo nella tabella delle sostanze stupefacenti vietate.
Le conseguenze dell’utilizzo di tale sostanza sono ormai di dominio pubblico: per lo più infatti viene usato per essere versato di nascosto nel bicchiere della vittima e può causare sonnolenza, moltiplicare gli effetti dell’alcol facendo perdere i freni inibitori e soprattutto provocando una vera e propria amnesia relativa alle ore successive all’assunzione, una combinazione che consente allo stupratore di compiere violenza senza poi poter essere riconosciuto o denunciato alle Forze dell’ordine. Ha effetto in 30-45 minuti e gli effetti collaterali sono molti: dall’insufficienza respiratoria alle convulsioni, fino al coma ed alla morte.
Le attività d’indagine, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio e nel caso dei sequestri di GBL dai sostituti procuratori della Repubblica Nadia Calcaterra, Rosaria Stagnaro e Nicola Rossato, hanno consentito il fermo di diverse spedizioni per un totale di circa 8 Kg di sostanza sequestrata e con il coinvolgimento di un altro reparto del Corpo in quanto il destinatario di una spedizione di circa 2,5 Kg risultava essere un cittadino italiano di 37 anni residente a Foggia.
Nel corso delle numerose operazioni è stato tratto in arresto un cittadino italiano, M.G. di anni 53, mentre sono stati in totale denunciati alle Autorità giudiziarie interessate altri 8 cittadini italiani residenti principalmente in provincia di Milano, a Fiorenzuola, Rimini, Lucera, Alghero.
L’allarmante fenomeno dell’acquisto on line di sostanze stupefacenti di origine sintetica di sempre maggior diffusione, soprattutto tra i giovani, è al centro delle attenzioni dei finanzieri di Malpensa e il Gbl non è l’unico prodotto che passa dallo scalo varesino.
I finanzieri hanno, infatti, individuato diversi canali di approvvigionamento e hanno sequestrato decine di spedizioni contenenti le cosiddette “N.P.S.” (New Psychoactive Substances): 3-MMC (3-Methylmethcathinone), 4-MEC (4-Methylethcathinone), Mefedrone (4-Metilmetcatinone), Pentedrone (α-methylamino-valerophenone), Methylone, Mexedrone, 3-Bromo Metcatinone, Popper, A PVP, AL-LAD (appartenente alla famiglia degli LSD), 4 CMC, 3 FPM, Ethylone, Methoxetamine, CTMP, AMT, MEO MIPT (Triptamine), Buphedrone o MABP (α-methylamino-butyrophenone), cannabinoidi sintetici (JWH-122 e JWH 210) tra le sostanze rinvenute.
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