Nel bagno dell’ospedale spunta la microcamera, bustocco nei guai
L'occhio elettronico era stato piazzato sotto il lavandino. Dopo la scoperta gli agenti del Commissariato sono risaliti al proprietario grazie a fotogrammi che lo ritraevano intento a fare delle prove di registrazione
Una microcamera nei bagni dell’ospedale di Busto Arsizio, piazzata per registrare filmati "hot" all’insaputa delle persone che usufruivano dei servizi igienici. La scoperta è stata fatta casualmente da un dipendente della struttura, incuriosito dal piccolo oggetto attaccato sotto il lavandino del bagno. L’uomo che l’ha installata è stato identificato e denunciato dagli agenti del commissariato di Busto Arsizio, proprio utilizzando i filmati che la piccola memoria interna aveva registrato.
Una volta finito nelle mani degli investigatori, infatti, l’apparecchio è stato inviato, d’intesa con la Procura della Repubblica, ad un tecnico che ha analizzato il contenuto della scheda di memoria. Il risultato ha stabilito che la telecamera non aveva ancora ripreso nulla nei bagni dell’ospedale ma che alcuni files, cancellati e recuperati dal consulente, contenevano immagini di “prova”. Vi erano infatti fotogrammi riprodotti tra le corsie di un supermercato – qui la telecamera era stata posizionata in un cestello della spesa in modo da poter effettuare riprese dal basso verso l’alto – e nel bagno di un’abitazione privata.
Grazie alle immagini girate nell’appartamento privato si è scoperto che l’obiettivo aveva ripreso anche le fattezze di un uomo, palesemente consapevole della presenza della telecamera, il quale con tutta probabilità doveva esserne il proprietario. Lo spunto decisivo è stato offerto dallo spirito di osservazione dei componenti della Squadra Investigativa del Commissariato che poche settimane fa, impegnati nella perlustrazione delle vie cittadine, hanno notato parcheggiata in un’area attigua ad un complesso residenziale la stessa autovettura, particolare per modello e colore, che avevano visto riflessa nelle piastrelle del bagno privato in cui erano state girate le riprese “sperimentali”.
Gli stessi poliziotti hanno notato inoltre, su uno dei balconi del condominio in questione, una pianta rampicante identica a quella immortalata nello stesso filmato. Grazie agli accertamenti effettuati nei documenti di d’identità delle persone residenti nell’appartamento sospetto, gli agenti hanno riconosciuto l’autore delle riprese e quindi l’installatore dell’indiscreto occhio elettronico. L’ultimo atto dell’indagine si è concretizzato questa mattina, giovedì, quando l’uomo ha ammesso davanti ai poliziotti del Commissariato le proprie responsabilità, dopo aver subito una perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica di Busto.
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