Varese nervoso, battuto e raggiunto dall’Empoli
I biancorossi regalano l'intero primo tempo ai toscani subendo due reti da Maccarone. Zecchin accorcia ma nel finale Corti e Martinetti si fanno espellere e Signorini sigla il 3-1 definitivo
Ancora una volta il Varese da trasferta regala un tempo intero agli avversari e non riesce a rimontare. Anzi, pur arrivando vicino al pareggio, finisce in con nove giocatori la partita vinta 3-1 dall’Empoli, perdendo per nervosismo due uomini importanti come Corti e Martinetti per il big match di sabato prossimo contro il Sassuolo.
Giornata quindi da dimenticare per i colori biancorossi, che pagano cara una prestazione che è piaciuta solo nella seconda frazione e che è costellata da tanti gravi errori tanto a tavolino, quanto in campo. L’undici iniziale di Castori viene praticamente sconfessato strada facendo, con l’aggravante della presenza di Marino (non giocava da una vita), autore di una cappellata decisiva sull’azione del 2-0. Una scelta pagata carissima e per certi versi poco comprensibile: in quel ruolo si era disimpegnato bene più volte proprio Corti, che a centrocampo poteva essere rimpiazzato da Filipe (come è avvenuto nella ripresa) o Damonte. Sarà un caso ma, quando si è tornati a quell’assetto – che poi era quello che si pensava alla vigilia… – il Varese ha ritrovato solidità e capacità di giocare a pallone. Ma la frittata, ormai, era cucinata quasi del tutto, tanto da rendere vano il secondo gol consecutivo di Zecchin su punizione. L’Empoli sale così a quota 46 e affianca proprio i biancorossi al quarto posto: ora entrambe guferanno il Verona impegnato lunedì sera con il Padova, perché se l’Hellas vincesse andrebbe a +10. La distanza che, se confermata a fine anno, annulla la disputa dei playoff.
COLPO D’OCCHIO – È il vento di tramontana l’ospite non invitato allo stadio “Castellani” fin dall’inizio della partita. Le folate vanno verso la porta difesa nel primo tempo da Bressan falsando un po’ le giocate dei ventidue in campo. In tribuna non mancano mai i tifosi del Varese, meno numerosi di altre volte ma sempre caldi e vicini alla squadra diretta oggi da Davor Jozic.
CALCIO D’INIZIO – La pretattica di Castori alla vigilia sboccia al momento della lettura delle formazioni: in difesa gioca titolare Marino, all’esordio, con Corti a centrocampo accanto a Kone. In attacco è Juan Antonio la spalla di Martinetti; un undici che sarà rivoluzionato già nel primo tempo. L’Empoli invece non cambia rispetto alle attese e si affida al suo attacco di lusso, con Saponara a imbeccare Tavano e soprattutto Maccarone. Titolare anche l’altro ex varesino, Moro.
IL PRIMO TEMPO – Il Varese non sente il campanello d’allarme – un colpo di testa di Pratali lasciato solo a centro area sul primo corner empolese – e capisce di essere in campo solo quando sente il boato del “Castellani”. È l’11’ infatti quando i toscani passano in vantaggio, con la complicità della difesa ospite: palla messa da sinistra all’altezza del dischetto, il fuorigioco non funziona (timide proteste del Varese), Troest non allontana, Franco non chiude e Bressan esce in ritardo. Così Maccarone, una vita passata a far gol, ringrazia e imbuca l’1-0.
Sarebbe però un errore credere che il Varese a questo punto si butti all’attacco. Oltre la linea di metà campo i biancorossi si perdono, senza riuscire a costruire azioni degne di nome con Bassi impegnato solo a bloccare qualche tiro telefonato da lontano. E così al 25′ arriva il raddoppio, viziato da un’incredibile leggerezza di Marino: il difensore cincischia col pallone sulla trequarti e si fa rubare palla dal solito Maccarone che si invola verso Bressan e lo batte con un tiro angolato. Marino pagherà con la sostituzione arrivata quando ancora non sono passati 40′, con Scapuzzi inserito al suo posto. Quando poi il Varese ha un’occasione in attacco, ci pensano Juan Antonio e soprattutto Kone a dilapidarla: l’argentino scarica (in leggero ritardo) un sinistro verso Bassi, il portiere respinge davanti a sé e l’ivoriano, da un paio di metri e davanti alla porta, devìa incredibilmente a lato.
LA RIPRESA – Al rientro non c’è più Franco, anch’egli piuttosto in bambola, ma Filipe e il Varese appare subito più brillante con i vari Zecchin e Scapuzzi a mettere un po’ di pepe al match. L’ala veneta sfiora il 2-1 al 5′: sinistro potente e preciso che trova Bassi pronto al volo d’angelo per la deviazione in corner. Scapuzzi invece costringe al giallo evidente Pratali che lo acchiappa per la maglia (foto a lato di S. Raso) per evitare di esporsi al contropiede. L’Empoli reagisce solo con un’azione in velocità: al 13′ Croce scarica un diagonale mancino che Bressan lascia sfilare tra sé e il primo palo (!), ma la palla attraversa l’area senza alcuna deviazione.
Al 17′ Jozic esaurisce i cambi (Ferreira Pinto per Lazaar) e poco dopo il Varese accorcia: punizione simile a quella dell’1-0 con il Cesena, finta di Filipe e battuta di Zecchin che buca la barriera e si infila a fil di palo per il 2-1.
Qui l’Empoli vacilla sul serio: Ferreira (decisamente più in palla di mercoledì) serve in area Scapuzzi che cerca la deviazione di tacco ma trova pronto il portiere. Poi Regini e Pratali sono determinanti nel tenere in piedi la difesa di Sarri, dove c’è sempre un Martinetti pronto a fare da sponda per i compagni. Insomma, è un bel Varese fino al 40′ quando Corti all’improvviso viene cacciato dall’arbitro per proteste e lascia i suoi in inferiorità. Una mancanza grave da un veterano, fino a lì tra i migliori, e l’Empoli con azione nata da Saponara e chiusa dal neo entrato Signorelli chiude i conti con il gol del 3-1. C’è ancora tempo per l’espulsione di Martinetti, sempre per proteste, cosa che fa riflettere sulla tenuta mentale di questa squadra. Che tra una settimana ospita il Sassuolo freddato a sorpresa in casa dal Grosseto a un passo dalla retrocessione: saranno giorni piuttosto caldi.
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