Schiume nel Naviglio, “cogliamo l’occasione della secca per analizzarle”
Il consigliere di ‘Turbigo da vivere’ ha chiesto ad Arpa e Regione Lombardia di analizzare i detriti nel canale industriale che parte a Tornavento
“Il Canale industriale, nel tratto che da Tornavento arriva fino a Turbigo, è in secca per lavori di manutenzione. E si possono vedere i detriti dello scarico del depuratore di Sant’Antonino. Spero vengano analizzati”. Sono le parole di Francesco Gritta, il consigliere di Turbigo da vivere che ha scritto una mail ad Arpa e Regione Lombardia.
Nei giorni scorsi un lettore aveva fatto nuovamente notizia la presenza di schiume nel canale industriale, che in questo periodo è in secca per lavori di manutenzione che dovrebbero terminare a marzo inoltrato. Solo dopo il termine dei lavori il canale potrà essere nuovamente riempito.

“Ritengo – ha scritto Gritta – che possa utile far analizzare questi detriti, per verificare la presenza o meno di sostanze inquinanti al loro interno; tale analisi potrebbe anche fornire un’indicazione ‘storica’ sulla presenza di sostanze dannose”.
“Faccio questa proposta – ha proseguito – alla luce delle analisi eseguite sullo scarico del depuratore di Sant’Antonino e che lo hanno classificato come non conforme rispetto ai limiti prescritti in autorizzazione per i parametri P tot e-o N not, e non conforme rispetto ai limiti prescritti per i parametri BOD5, COD e SS”.

”Ma – ha avvertito il consigliere – bisogna agire con tempestività, dato che i lavori di manutenzione dovrebbero terminare verso la metà di marzo”.
Francesco Gritta chiede chiarimento sui merci che passano da Turbigo
C’è anche un altro fronte su cui Gritta si è mobilitato.
Da qualche tempo il centro intermodale di Sacconago, a Busto Arsizio, ha cominciato a funzionare a pieno regime: nel 2020 molti treni merci sono cominciati ad arrivare nello scalo. Gritta ha chiesto delucidazioni a Ferrovienord, in particolare sul numero di treni che attraverseranno Turbigo e a quali ore.
“Va bene favorire il traffico su ferro rispetto a quello su gomma – ha precisato – ma i movimenti degli ultimi tempi sono inaspettati: finora non era mai successo e ci era stato garantito che in orario notturno non sarebbero transitati treni cargo. D’altro canto – ha aggiunto – il progetto di raddoppio ferroviario del 2006 prevedeva fino a 6-8 treni merci al giorno. Quanti sono – ha domandato alla compagnia – i treni merci che attraverseranno il territorio comunale? A che ora? E quali merci verranno trasportate?”.
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