Il verde urbano deve essere un’infrastruttura essenziale, non un lusso
7 Luglio 2026
Gentile Redazione,
è dei giorni scorsi il comunicato dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, nota anche come ENEA, che afferma come le foreste intorno a città aiutino a ridurre mortalità da temperature estreme.
Improvvisamente ci si rende conto che a furia di cementificare, costruire senza ritegno e regole, inondarci di supermercati e centri commerciali ogni 50 metri (spesso in feroce competizione) e non disporre di sostanziosi spazi verdi la qualità di vita diventa insostenibile, malsana, pericolosa, mortale. Le città italiane, Milano in primis, si spopolano per il grande caldo. L’ennesima conferma che pur di sottostare al profitto abbiamo antropizzato un ambiente facendolo diventare invivibile.
Gli italiani si accorgono improvvisamente che il cemento non raffresca, che il benessere e la qualità di vita non si misurano nel poter scegliere 6 supermercati in meno di un chilometro dove fare la spesa al più basso costo possibile, oppure la ennesima catena che rivende prodotti fatti in Cina. La qualità di vita si misura dalla vivibilità e dal benessere offerto dall’ambiente circostante.
Molti di noi fuori dalla nostra porta trovano solo strade di asfalto e parcheggi di centri commerciali. I pochi campi e boschi che sopravvivono stoicamente sono ben consci che saranno cementificati quanto prima dall’ennesima catena di prodotti per il bricolage, cura del pet o prodotti per la casa.
Le nostre città e le loro periferie sono uno squallido caleidoscopio dove si susseguono le stesse immagini all’infinito, gli stessi marchi, le stesse catene, gli stessi decadenti e fatiscenti centri commerciali che in estate diventano cattedrali in un deserto di calore.
Nel frattempo la situazione peggiora perché le piante rimaste nelle città sono in sofferenza, al primo violento temporale alcune crolleranno e non verranno più rimpiazzate.
Al verde si sostituisce il cemento, perché comunque costa meno ricoprire di asfalto che garantire la crescita delle piante. La situazione così peggiora in una spirale senza fine.
Abbiamo distrutto l’ambiente per garantirci la vita praticamente in un inferno con tanto di fuoco e fiamme. I nostri cittadini non meritano alcun verde, alcun bosco, niente… i nostri cittadini devono solo essere invogliati a spendere denaro in paccottiglia dalla dubbia utilità.
Ribaltiamo la logica attuale…il verde urbano deve essere una INFRASTRUTTURA ESSENZIALE, non un lusso, è come un ospedale, una metropolitana, la ferrovia, l’ufficio postale. Il verde urbano fa parte di un servizio che deve essere offerto al cittadino.
E non possiamo pensare che solo i cittadini più facoltosi, una esigua minoranza, possa disporre di prati, di uno stagno, di spazi verdi come i residenti del quartiere Repubblica a Milano.
Il verde non deve essere un privilegio ma un diritto.
Il cambiamento climatico è un problema globale, quindi una riduzione significativa delle emissioni richiede necessariamente il contributo dei maggiori emettitori. Oggi i maggiori produttori annuali di CO2 sono la Cina, Stati Uniti, India, Russia. Senza impegni molto più incisivi di questi paesi gli obiettivi climatici globali sono difficilmente raggiungibili.
Quindi per un momento usciamo dalla solita colpevolizzazione europea e dalle eco-ansie tipiche europee.
La azione più potente per il clima è capire che un campo o un bosco devono rimanere tali, l’erba raffresca a differenza del cemento, che siano saturi di palazzi e di centri commerciali, che la nostra economica deve sposare la qualità ambientale e non osteggiarla, che qualcuno si deve incominciare a porre domande, anche protestando, quando vede un campo delimitato pronto per essere spianato con una colata di cemento.
Questa sarebbe la vera RIVOLUZIONE GREEN, ancor più che l’auto elettrica ed il pannellino fotovoltaico sul tetto.
Il verde deve rimanere tale e deve essere PRESERVATO.
Questa cementificazione selvaggia a vantaggio di una estrema minoranza che ci vede solo come “consumatori” deve TERMINARE.
Felice Griffi
Tradate



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