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Grazie al neonato e all’idee ho scoperto di essere ricco (e non lo sapevo)

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26 Aprile 2018

Egregio direttore,
siamo una coppia regolarmente sposata di 48 e 40 anni , svolgiamo lavoro impiegatizio e percepiamo mediamente 1200 euro al mese , abbiamo due auto utilitarie di proprietà , viviamo in un bilocale pagando il mutuo e lavorando ormai da 20-25 anni abbiamo messo da parte qualche risparmio.

Avendo un bambino piccolo ci dotiamo di certificazione ISEE per iscrizione all’asilo nido comunale e scopriamo con nostra grande gioia una cosa a noi oscura sino a qualche giorno prima …………. siamo una famiglia “ricca” !!!
Decidiamo allora su come investire queste nostre ricchezze : pensiamo ad un bel viaggio di qualche settimana intorno al mondo ma non abbiamo ferie sufficienti, pensiamo che si potrebbe sostituire la nostra utilitaria più vecchia con una fiammante Ferrari ma poi pensiamo che consuma troppo , pensiamo di investire nel mattone o in bitcoin , comprare gioielli , ma….. non troviamo nulla che faccia al caso nostro !!!

Decidiamo e preferiamo quindi investire le nostre cospicue ricchezze in baby-sitter , rette asili nido , pannolini , vestitini , scarpine , carrozzine , seggiolini auto , pappe , creme , medicinali , tassa rifiuti raddoppiata causa incremento nucleo famigliare , ecc…ecc… Tutti beni ovviamente superflui ed inutili per una sana e regolare crescita del bimbo e soprattutto tutti beni di lusso soggetti ad iva del 22% e non detraibili , tranne qualche rara eccezione.
La suddetta certificazione (ISEE) per il calcolo della retta mensile dell’asilo nido comunale ci pone nella fascia di reddito massima oltre la quale c’è il vuoto più assoluto !!! Detto più semplicemente questo strumento pone sullo stesso piano reddituale la nostra NORMALE famiglia da ceto medio sopra descritta (e presumo qualche altro milione di famiglie italiane come la nostra) come qualsiasi altra famiglia di milionari imprenditori o industriali.
Detto ancor piu’ semplicemente , pur essendo residente , la retta ammonta a quasi 700 euro più un altro centinaio di euro di buoni pasto per un totale di quasi 800 euro , tanto quanto un mutuo per un signorile appartamento in centro città. L’unica parola che mi passa per la mente è…….” vergognoso!!!”.

Ed ancor più vergognose sono le ampie disparità di tariffe tra diversi comuni (a parità di persona) , tant’è che un asilo nido comunale di un comune limitrofo in cui non risiedo , a parità di trattamento , ha una tariffa che è quasi la metà rispetto a quella del comune in cui risiedo.
E’ ammirevole questo strumento a pagamento (ISEE) che , con astrusi calcoli patrimoniali pretende di sapere anche quanto c’è nel salvadanaio sopra il comodino mentre non consente di detrarre alcuna spesa eccetto il mutuo , come se vivessimo di sola aria !!! Ridicolo !!! E’ ancor più commovente è il fatto che , nonostante siamo una famiglia di lavoratori dipendenti , vogliono sapere da te ciò che loro (agenzia entrate, finanza, inps) già conoscono e cioè il tuo patrimonio sul quale hai già abbondantemente ed evidentemente pagato le tasse dovute. E che nessuno osi dimenticare qualche libretto postale della nonna nel fondo di un cassetto altrimenti oltre che rischiare sanzioni tocca ritirare i dadi e ripartire dal via.

Scopriamo inoltre che non abbiamo diritto al “bonus bebè” regionale (800 euro una tantum) , al “bonus bebè” statale (80 euro al mese per tre anni) , all’esenzione dal “super ticket” regionale su visite ed esami , al contributo regionale (800 euro una tantum) per pagare l’affitto di casa (peccato che paghiamo però il mutuo!) , alla “social card o family card” statale (40 euro al mese) , al bonus energia (sconti sulle bollette energetice) , al “bonus famiglia” statale (da 200 a 1000 euro/anno) , al contributo “alziamo la testa” della provincia di Milano, al fondo “Nasko” regionale (3000 euro per 18 mesi), al fondo “Cresco” regionale (1800 euro per 18 mesi), al “reddito di autonomia” regionale , al “bonus dote scuola”, al “bonus famiglie numerose”, al “bonus libri” ……………e potremmo elencare decine di altre agevolazioni in nome del “welfare” regionale , comunale o statale che sia.

E’ ormai palese che più che un indicatore ISEE iniquo ed inaffidabile avremmo bisogno di un indicatore dello stato di confusione mentale che alberga nelle menti dei nostri politici-governanti comunali/regionali/statali che elargiscono a pioggia ed a piene mani soldi pubblici utilizzando esclusivamente il dio ISEE con milionari che nascondono i quattrini su conti correnti intestati a genitori , che viaggiano con Suv intestati ai nonni o all’azienda di famiglia , che hanno case ed appartamenti intestati a società immobiliari riconducibili alla famiglia stessa , ecc…ecc… , ma questa è un’altra storia !

Comunque mi sembra giusto non avere diritto a nulla…………siamo una famiglia ricca !!! Speriamo solo che con tutti questi bonus-agevolazioni il presunto povero non superi il presunto ricco.
In realtà non è vero che non abbiamo diritto a nulla e non è vero che questa sottospecie di paese lascia al loro destino tutte le famiglie con bimbi sino a 3 anni perché scopriamo strada facendo che un grande regalo ce lo fanno. Ci viene gentilmente concesso di detrarre dal 730 per la retta dell’asilo nido , a fronte di una spesa di oltre 7.000 euro/anno la fantasmagorica cifra di 632 euro……..ringraziamo commossi per tale benevola e caritatevole elargizione!!!
Ed ancor più incredibile è la strabiliante cifra che ci viene elargita a titolo di “assegni famigliari” : 18,74 euro lordi/mese….senza commento !!!
Anzi….!!! un commento ci sarebbe da fare rivolgendo un pensiero a tutte le finte ragazze-madri che percepiscono dal datore di lavoro e quindi da INPS centinaia di euro di assegni famigliari , ma nella realtà , pur non essendo ufficialmente sposate , vivono tranquillamente con il convivente o compagno ed i figli sotto lo stesso tetto. Facendo un semplice esempio una finta ragazza-madre con due figli e lavoratrice dipendente part-time con reddito lordo annuo di 20.000 euro percepisce 205,25 euro/mese con due figli , 390,59 euro/mese con tre figli. La stessa ragazza regolarmente sposata con il compagno full-time con un reddito familiare complessivo lordo annuo di 50.000 euro percepisce 35 euro/mese , con tre figli 62,29 euro/mese. Una differenza di circa 1/6 dovuta al fatto che una coppia sposata per il calcolo degli assegni famigliari cumula i due redditi , una coppia convivente no ! Non è un caso se molte coppie sposate si domandano ancora perché lo hanno fatto !
Ma tutto ciò non ci abbatte perché abbiamo la consapevolezza di avere tanti altri diritti (….forse !!!)
Quando il bimbo un giorno sarà sicuramente malato abbiamo diritto al permesso dal lavoro per malattia figlio. Peccato che tale permesso non sia retribuito mentre , al contrario , quando il bimbo si assenta per malattia dall’asilo la retta giornaliera si paga comunque. Cornuti e mazziati fino in fondo , senza stipendio e con la retta non utilizzata da pagare comunque.
Non è un caso , forse , che la quasi totalità dei genitori in questo caso “finga” un malessere proprio con la compiacenza del medico di famiglia per poter essere così retribuiti e poter accudire al bimbo malato; d’altra parte si deve aguzzare l’ingegno con porcherie di questo genere per poter rispondere ad altrettante porcherie.
Ci consoliamo allora con la consapevolezza di avere diritto al congedo parentale della durata di sei mesi pagato al 30% sino ai sei anni del bimbo e non pagato dai sei ai dodici anni.
Sinceramente non sappiamo che farne visto che , come la maggioranza dei lavoratori , ci rechiamo al lavoro per guadagnare da vivere e non per rimetterci.
Tale congedo che non si può utilizzare nemmeno per le emergenze (richiesta Inps almeno 15 gg prima del godimento) viene usato ovviamente e principalmente da coloro che vogliono prolungare le proprie ferie salvo poi avere un altro “lavoretto” in nero per recuperare quanto perso o da coloro che non hanno problemi economici e non hanno problemi a vedersi decurtare buona parte di stipendio.
Pensiamo……”ce ne andrà bene una prima o poi !!!”
Infatti miracolosamente viene in nostro soccorso l’elefantiaca INPS che con le sue fantastiche trovate ha escogitato una cosa talmente sensazionale che quasi non ci par vera !!!
…….“IL CONTRIBUTO ASILI NIDO IN ALTERNATIVA AL CONGEDO PARENTALE”.
In sostanza se l’asilo nido privato è accreditato alla pari di quelli pubblici presso l’INPS c’è la possibilità di “scalare” tutto o parte del congedo parentale (pagato al 30% sino ai sei anni del bimbo e a 0 sino ai 12 anni) dalla retta stessa dell’asilo nido stesso.
Ci affrettiamo ad eseguire la procedura online tramite il portale Inps e scopriamo che viene incredibilmente richiesto , nonostante non ci siano vincoli reddituali , il solito e noioso ISEE !!! ma basta ….!!!
E non è tutto !!! Nonostante il congedo parentale sia pagato al 30% sino ai tre anni del bimbo , i nostri geni hanno escogitato l’ennesimo assurdo vincolo per far decadere ogni diritto ai più….infatti tale richiesta deve essere effettuata entro 11 mesi dal rientro della mamma al lavoro (e cioè da 4-6 mesi sino a circa un anno e mezzo di età del bimbo). Trascorsi tali termini decade il tutto e non si ha diritto a nulla. Ci arrendiamo su tutti i fronti senza parole !!!

Detto ciò faccio solo alcune considerazioni:
1) Se la retta dell’asilo nido “pubblico-comunale” di un paese è il doppio di quella di uno stesso asilo di un paese limitrofo oppure se è pari o supera abbondantemente quella di molti altri asili nido “privati” c’è da preoccuparsi e qualche amministratore dovrebbe o porsi qualche domanda o cambiare mestiere!
Non ci vuole un laureato per capire che degli amministratori pubblici dilettanti con idee un po’ confuse , basandosi unicamente ed esclusivamente sul “dio ISEE” , hanno creato poche fasce di reddito , troppo ristrette che consentono ai presunti poveri di utilizzare il servizio quasi gratis , ai presunti ricchi (ovvero il ceto medio , ovvero la stragrande maggioranza delle normali famiglie) di doverlo pagare più di un mutuo ed ai veri ricchi di pagarlo quanto i presunti ricchi.
2) E’ chiaro che per bilanciare gli introiti delle rette dell’asilo nido comunale o delle mense scolastiche , il “presunto ricco” paga anche , oltre che per se stesso , anche per il “presunto povero” in nome di questa invenzione tutta italiana che si chiama “welfare alla Robin Hood” dove si toglie ai presunti “ricchi” di quel servizio pubblico per donare ai presunti “poveri” del medesimo servizio pubblico.
In caso di applicazione del “welfare state” , occorre tenere presente che qualsiasi servizio pubblico che riguarda la collettività , deve gravare sui conti pubblici della collettività e sulla spesa sociale che viene finanziata dal prelievo fiscale che ha già una tassazione progressiva in cui l’imposta cresce al crescere del reddito.
Tradotto in parole più semplici se ho guadagnato tanto ho già presumibilmente avuto una trattenuta maggiore alla fonte rispetto ad una persona che ha guadagnato di meno e quindi pagato meno tasse pertanto tutti i servizi pubblici conseguenti dovrebbero essere uguali ed avere lo stesso costo per tutti i cittadini senza discriminazioni reddituali di sorta.
Quindi non si capisce perché ad esempio la retta di un asilo nido pubblico o la mensa scolastica devono essere calcolate in base al certificato ISEE mentre il biglietto del bus o del treno e le tasse di scuole primarie o secondarie sono uguali per tutti ! mah!
3) Un’altra considerazione , difficile da capire per chi amministra , ma in realtà molto semplice si basa sul fatto che l’ISEE dovrebbe essere un mero strumento per il solo calcolo della retta e non un criterio per la formazione della graduatoria di ingresso. Purtroppo nella realtà avviene esattamente il contrario cioè un cittadino di prima fascia che ha reddito zero quindi è disoccupato o lavora saltuariamente viene privilegiato nella formazione della graduatoria di ingresso nonostante il molto tempo libero a disposizione per badare ai propri figli , al contrario di chi lavora 8-10 ore al giorno che avrebbe ovviamente più bisogno del “servizio” asilo nido.
O forse non si tratta di un servizio ma di un bene di lusso per chi lavora e di un gentile omaggio per chi lavora in nero o non ha voglia di badare ai propri figli ?
4) Per finire , ma non da ultimo , vorrei ricordare anche le centinaia di lavoratori che per anni hanno percepito ed Inps ha erogato senza batter ciglio la cassa integrazione straordinaria volontaria (cioè è il dipendente che richiede la cassa e non viceversa !!! ) pagata all’80% dello stipendio senza rischio alcuno ed alla quale vanno sommati per gli stessi anni dei simpatici lavoretti in nero magari nella stessa azienda per la quale i lavoratori erano ufficialmente cassaintegrati , in barba ed alla faccia di quei lavoratori che il lavoro l’hanno perso veramente !!! ……ma questa è un’altra storia !!!
E’ sempre un piacere vivere in un paese dove lavorare e guadagnare onestamente e regolarmente è un delitto , dove risparmiare è ancor peggio , dove si è riusciti a creare discriminazioni in base al reddito utilizzando strumenti iniqui ed approssimativi colpendo come al solito chi ha un lavoro regolare e paga le tasse onestamente e favorendo chi lavora regolarmente in nero e risulta sempre e solo sulla carta nullatenente e nullafacente e quindi con nulla da perdere.
E’ ancor più un piacere vivere in un paese dove da 0,5 a 3 anni del bimbo le famiglie (del ceto medio) sono abbandonate a se stesse , dove ti dicono che la maternità è molto più tutelata che in molti altri paesi , peccato che la retribuzione per tutta la sua durata sia data per l’80% da Inps (obbligatorio) e dal 20% dal datore di lavoro (facoltativo) che ovviamente si guarda bene dal pagarla , dove ti fanno lavorare sino ad 75 anni per una pensione-miraggio da 1200 euro , poi ad 80 anni (se ci arrivi !!!) quando necessiti dell’ospizio ti chiedono 2400-2500 euro di retta mensile.

D’altra parte cosa ci si può aspettare da governi non eletti da nessuno , da politici che passano le giornate a fingere di litigare fra loro , che puntano esclusivamente al vitalizio , a spartirsi le poltrone delle aziende di Stato , ad inventarsi una legge elettorale , che pensano ad aiutare i finti poveri , al reddito di cittadinanza , al reddito di inclusione , al reddito di autonomia , alle coppie di fatto , ai gay-pride , ai trans , alle lesbiche , alle teorie gender , all’indulto , agli sconti di pena , allo ius soli , ai migranti , ai clandestini , ai profughi , ecc…ecc… Cosa vogliamo pretendere noi povere famiglie del ceto medio che rappresentiamo i 2/3 della popolazione ? Cosa ci possiamo aspettare da politici-governanti pervasi da un diffuso ed ammirevole buonismo-samaritanismo , che invece di farsi un corso di vero-welfare pensano piuttosto a fare un’indiscriminata ed incontrollata beneficenza spiccia obbligatoria con i soldi dei contribuenti , credendo di salvare il mondo dalla fame , dalle guerre , dalla miseria e da tutto ciò che è cattivo, ma che in realtà non riescono nemmeno a badare al loro popolo , alla loro gente ed alla loro terra.

Cos’altro ci si può aspettare da amministratori locali che difendono e sanano i debiti delle famiglie che non pagano i buoni pasto-scuola dei loro figli (ma viaggiano con il Suv e due smartphone , uno per tasca !) usando i soldi pubblici (quindi anche quelli di chi ha già pagato) e se per sbaglio osi dire….”che si portino un panino da casa ! “……vieni accusato di razzismo discriminatorio. Forse è chi non paga che commette una discriminazione nei confronti di chi paga !
Personalmente preferirei non pretendere e non esigere nulla da questo paese che negli ultimi decenni ha distrutto il lavoro e massacrato le famiglie così come preferirei pagarmi tutto da solo e non avere trattenuto il 38% ed oltre dello stipendio per avere in cambio poco o nulla.
Poi non lamentiamoci se le nascite in Italia stanno colando a picco, passando da 576.659 (2008) a 473.434 (2016) con una perdita netta del 17,9% negli ultimi 8 anni toccando il minimo storico dall’Unità d’Italia.
Buona fortuna !

Tiziano Reghenzani, Cardano al Campo

Commenti

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  1. Scritto da Kikka

    Salve Tiziano, ed un saluto anche a tutti i genitori che si trovano nella nostra stessa situazione. Sì, perché spesso ci si sente soli, ma così non è.
    Anche noi stiamo avendo non poche difficoltà con la nostra bimba, io per di più ho uno stipendio che non arriva nemmeno ai 1000 euro.
    La cosa che mi fa imbestialire, da quando mi barcameno tra richieste, burocrazia, asili e lavoro, è la totale ipocrisia ed indifferenza di molte persone.
    Noi siamo riusciti ad avere un paio di bonus, e di questo ne sono grata (anche perché sono riuscita a superare alcuni ostacoli burocratici che invece hanno bloccato altre mamme che conosco).
    Il punto focale è che serve ben altro. Ripeto: avere qualche soldo in più non mi fa certo schifo, ma sono altre le nostre esigenze.
    Serve avere una flessibilità al nido, per esempio.
    Io faccio un lavoro che non mi permette nella maniera più assoluta di modificare i miei orari di ingresso ed uscita, mio marito lavora lontano da casa. Avremmo bisogno di un nido che abbia orari FLESSIBILI.
    Visto che, come scritto da lei, ormai la classe “media” è diventata quella “privilegiata”, allo stato attuale se entrambi i genitori lavorano, la retta del nido pubblico e privato si equivalgono (a volte il privato costa anche meno!).
    Quindi io sono andata subito a chiedere lì (anche perché con il nostro ISEE ed un numero esiguo di posti al pubblico, uniti al fatto che la nostra città non è proprio piccolissima.. la possibilità che nostra figlia venga accettata al pubblico è pressochè nulla).
    Uno si aspetterebbe che, essendo pagati profumatamente, diano varie possibilità.
    Ed invece no.
    Si entra PER FORZA dopo le 7:30.
    Peccato che io a quell’ora debba essere a lavoro (se faccio il mattino..perchè non tutti sono impiegati, esistono anche gli operai!!), e mio marito alle 7:30 è già partito da tempo da casa.
    Ma a noi serve la fascia pomeridiana, visto che io faccio il turno di pomeriggio. Già dicendolo vengo guardata male, dato che non ho soldi per pagare tutto il giorno, ed onestamente non mi va di mandare mia figlia al nido la mattina se io sono a casa. Mi sembra piuttosto ridicolo.
    Comunque, dopo mille problemi, accettano. E qui scatta il problema ingresso. Ora non sto qui a spiegare, dico solo e ripeto che NON TUTTI FANNO GLI IMPIEGATI O POSSONO CAMBIARE I PROPRI ORARI DI LAVORO.
    Servirebbe un po di aiuto nel gestire queste cose, e non di gente che ti dica “Bhe, allora prenditi anche una baby sitter, no?”

    1. Scritto da supertizzy

      Capisco che ognuno ha le sue dinamiche famigliari e le sue problematiche. Come dicevo nella mia lettera io non pretenderei nulla da nessuno se non fosse che il 38% dello stipendio viene derubato e non si capisce se e cosa ti danno in cambio.
      Auguri a voi , alla vostra bimba ed alla vostra famiglia.

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