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Le peripezie di chi ha bisogno di un operazione non covid

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13 agosto 2020

Buongiorno redazione,

In data 5 marzo 2020 era programmato l’ intervento di mio padre di ipertrofica prostatica presso l’Ospedale di Circolo di Varese. Causa emergenza COVID, l’ operazione e’ stata sospesa.

Non avendo ricevuto successivamente ulteriori comunicazioni in merito, in data 10/7/2020 ho scritto una mail ad uno dei Medici Urologi di riferimento per chiedere quando sarebbe stato riprogrammato l’intervento.
Il Medico molto gentilmente mi ha risposto spiegandomi che stavano lavorando al di sotto del 50 per cento delle loro possibilità, che non era ancora stato predisposto un piano di recupero operatorio, tranne per i casi tumorali maligni.

Nel frattempo, invece, in Regioni come Emilia Romagna e Toscana tutto l’arretrato era già stato ‘evaso’ in quanto la Sanità Pubblica ha utilizzato le strutture private convenzionate , ma con Medici ed Infermieri dell’ospedale pubblico, riuscendo cosi’ ad affrontare le criticità.

Il Medico specificava quindi che anche i Medici e Infermieri Dell’Ospedale di Circolo di Varese erano a disposizione e ben pronti per  ‘il recupero’ , ma che non c’era idea di una data entro cui poter ripartire.
Alla mia domanda da chi dipendesse questa decisione, il medico ha risposto: “non da noi dipendenti”.

L’11 agosto 2020 (un mese dopo!), ho richiamato il reparto di urologia e mi hanno riconfermato quanto sopra riportato.

Ho quindi voluto approfondire se si tratta di un problema dipendente dalla gestione di Regione Lombardia.

Rivolgendomi ad un noto ospedale Milanese per un ulteriore consulto, la trafila prevede la prenotazione di una visita (raccomandabile in regime privato!) per poi essere eventualmente messi in lista d’attesa per operazione tramite Servizio Sanitario Nazionale, ma senza sapere i tempi d’attesa.

Ho quindi contattato anche altre strutture ospedaliere sia a Gallarate che Busto e l’iter è lo stesso: ovvero, è “raccomandabile” una prima visita in regime privato.

Ora domando: è questa la famosa eccellenza sanitaria lombarda??
Come può fare una persona che ha già atteso un anno e mezzo per un’ operazione, per riuscire a farsi operare?
Deve attendere che la sua patologia diventi una patologia tumorale maligna per essere messa in lista d’attesa?
Se ha un tumore inizialmente diagnosticato come benigno, nel frattempo spera che non degeneri? Dove e a chi si rivolge?

Assurdo, inconcepibile, spiazzante il vortice disorganizzato in cui ci si ritrova catapultati.
L’unica soluzione “raccomandata” e guarda caso “risolutiva”, in Regione Lombardia è quella di rivolgersi alla libera professione.

Chiedo se sta succedendo solo a noi o anche altri cittadini si trovano in questa situazione: dubito comunque di “avere l’esclusiva”.
Dove e a chi bisogna rivolgersi per essere visitati e operati in tempi congrui tramite Sanità Pubblica?
Da cittadino vedo che abbiamo un ospedale d’eccellenza vuoto! No pazienti Covid e no malati.

Se l’Ospedale di Circolo è stato dichiarato Covid, quale altra struttura prende in carico le operazioni che dovevano fare li ?  Ma chi decide? E soprattutto quando lo vogliono fare?
Si pagano e pago tasse per la Sanità Pubblica ed e’ di fatto impossibile usufruirne.
Vivo in una Regione che è dotata di strutture e di Professionisti di alto livello, ma a cui ci si può affidare solo “sulla carta”.
C’è sicuramente un’emergenza Covid da fronteggiare, ma si sta male e si muore anche per patologie diverse che esistono da sempre.
Scusate lo sfogo, spero che la lettera possa essere pubblicata.
Mi piacerebbe avere delle risposte concrete e mi piacerebbe che il telefono di casa dei miei suonasse per annunciare la data dell’operazione.

Commenti

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  1. Scritto da carlo196

    La stessa cosa è successa a mia moglie che doveva sottoporsi a un piccolo intervento chirurgico. Dopo una visita privata (euro 150) presso il medico che l’avrebbe operata, visita praticamente inutile visto che aveva già tutta la documentazione rilasciata in precedenza dallo stesso ospedale, l’intervento è stato programmato ed eseguito dopo circa 15 giorni.
    Mi pare che con la scusa del coronavirus si tralascino visite ed interventi che potrebbero eseguirsi senza problemi.
    Povera ex eccellente sanità lombarda…