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L’Ufficio Tributi del Comune di Azzate

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24 novembre 2015

Egregio Direttore
Mi sento in dovere di esporre il comportamento dell’Ufficio Tributi del Comune di Azzate nei confronti dei suoi contribuenti nello svolgimento del servizio di supporto della compilazione dei moduli di pagamento relativi alla Tasi e all’IMU.
Bisogna sapere che il comune di Azzate appartiene a quei comuni italiani che ancora non sono in grado di inviare i moduli di pagamento di queste tasse comunali già precompilati, al contrario di quanto avviene nella maggioranza dei comuni i quali, considerata la periodicità di tali tasse, si sono nel tempo organizzati lasciando ai contribuenti il compito di segnalare quelle variazioni intercorse durante l’anno d’imposta.
E fin qui passi ma bisogna sapere che l’Ufficio Tributi di questo comune si trova al primo piano di un palazzo del XVII secolo, villa Bossi Benizzi Castellani, gioiello architettonico che attualmente si trova in uno stato di parziale decadenza strutturale, orbene i cittadini per poter beneficiare di cotanto servizio, considerato oltretutto bontà loro facoltativo, gentilmente concesso dall’amministrazione comunale, devono recarsi al primo piano di un androne e sostare al freddo in attesa che l’ufficio apra nell’orario prestabilito di apertura al pubblico.
Ciò implica, per le persone che lavorano, dover prendere dei permessi per beneficiare della compilazione e considerato che il flusso maggiore dei cittadini avviene nell’ultimo mese prima della scadenza il buon senso impone che tale servizio venga, in prossimità di tale scadenze, potenziato in termini sia di personale che di ampliamento delle fasce orarie di ricevimento del pubblico e non di sole 3 ore alla settimana come avviene per tutto l’anno.
Per i pensionati, invece, è indecente che in inverno debbano sostare in attesa all’ingesso dell’ufficio al freddo in un piccolo ballatoio attrezzato per l’occorrenza con un numero limitato di sedie senza oltretutto tenere conto di chi è portatore di handicap costretto a dover rinunciare a tale servizio per gli innumerevoli scalini ( dicasi anche barriere architettoniche) che portano all’ufficio Tributi.
Ma arriviamo al caso personale, essendo martedì l’apertura dell’ufficio dalle 16,30 alle 17,30 mi sono recato prima delle 16 presso detto sportello consapevole di dover affrontare già a quell’ora la solita coda ma con tempi di attesa più accettabili rispetto a chi si presenta in prossimità o durante l’orario di apertura.
A parte il freddo patito durante l’attesa, in compagnia di molti anziani costretti ad attendere in piedi, con stupore alle 16,30 una impiegata si degnava di uscire dall’ufficio per comunicarci che avrebbero preso i nominativi dei presenti e solo successivamente comunicato telefonicamente quando ritornare a ritirare i moduli compilati.
A questo punto mi domando: non potevano già alle 16 avvisare di persona i contribuenti presenti di tale iniziativa senza farle attendere fino alle 16,30 in piedi e al gelo dato che l’ufficio è adiacente al ballatoio d’attesa? Inoltre è rispettoso costringere le persone a venire due volte per sopperire in sostanza alle carenze organizzative dell’ufficio con la scusa di non farle attendere?
La morale di tutto ciò è che in questo paese non basta pagare le tasse ma devi pure faticare per farlo ma quello che mi fa più specie è che la disorganizzazione non devono far mancare il rispetto delle persone sopratutto quanto fanno il loro dovere.
Aurelio Cangemi

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