Sicurezza sui treni, dobbiamo chiedere conto alla politica
3 Dicembre 2023
Gentile direttore,
ho letto la lettera che è stata pubblicata sul suo giornale dalla signora Laura sulla situazione che ha vissuto su un ordinario treno suburbano Varese-Milano. Da studente pendolare mi sento di dover dire qualcosa in merito a questa vicenda.
Innanzitutto, la sicurezza sui treni non si ottiene, secondo la letteratura scientifica, attraverso la cosiddetta formula “Legge e Ordine”, cioè attraverso il semplice aumento della polizia sui treni o di maggiori controlli. Spesso, le persone descritte da Laura e che io vedo quotidianamente sulla stessa linea, sono soggetti in condizioni di difficoltà, cioè senza un lavoro, una casa o una famiglia. Essi sono ai margini della nostra società, spesso invisibili agli occhi della maggioranza ed espulsi dalle nostre città, rilegati in luoghi insalubri e dove queste condizioni si moltiplicano, aumentando la fragilità e non, invece, annullandola. Come spezzare, quindi, questo circolo vizioso? La ricerca scientifica ha dimostrato che questo è possibile aumentando le politiche sociali, costruendo città accoglienti anche dal punto di vista urbanistico e moltiplicando le reti sociali in tutti i nostri centri urbani. Questo, però, è compito della politica, non di Trenord. E su questo noi cittadini dovremmo chiedere conto a chi governa il nostro Paese, la nostra Regione e la nostra città.
Oltre a questa problematica, Laura evidenzia, giustamente, che il costo del biglietto negli anni è aumentato, disincentivando l’uso dei trasporti pubblici dato che il nostro stipendio è rimasto fermo e che Trenord ha delle difficoltà oggettive nel tener puliti i treni, internamente ed esternamente. A queste problematiche aggiungo la cronica malattia dei ritardi, i continui scioperi (da un lato per relazioni industriali tese e dall’altro per la necessità di sicurezza sul lavoro, come da ultimo sciopero FS) e la soppressione dei treni molto frequenti. Tutto ciò, da lombardo, mi fa arrabbiare ancor di più se penso che l’AD di Trenord avrà un aumento dello stipendio del 20% a fronte di un servizio oggettivamente inadeguato, che però la destra Lombarda continua ad affidare in modo diretto a Trenord.
Infine, voglio dire che ho potuto provare per 6 mesi, grazie ad uno scambio universitario, il trasporto pubblico giapponese. Ecco, lì ho capito quanto ci si senta liberi nel poter usufruire di un servizio pubblico che è efficiente, pulito e sicuro. Non sentire la necessità di dover utilizzare la macchina è meraviglioso, perché riduce stress, migliora la qualità dell’aria e libera tempo della mia vita che posso usare per fare altro.
Io credo, come Laura, che per vivere meglio abbiamo bisogno di un netto cambio di marcia sui trasporti pubblici in questa Regione e in questo Paese ma per farlo dobbiamo chiedere conto alla politica che governa e detta le regole. Insomma, dobbiamo chiedere migliori politiche pubbliche che beneficino tutti e tutte noi, che ogni giorno ci alziamo e mandiamo avanti questo Paese.
Lorenzo Colombo, 22 anni, studente universitario



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