La mia mamma si chiamava Rina ed è morta il 13 novembre di covid all’ospedale di Varese. Aveva contratto il virus in una struttura riabilitativa dopo un intervento per la frattura del femore. Per settimane io non ho potuto mai più vederla, io, la figlia, non potevo entrare per “proteggerla”, mentre il covid l’ha contratto dagli operatori di quella struttura. Comprendo il suo stato d’animo perché è anche il mio. È disumano morire così in solitudine e per noi famigliari è straziante doverli lasciare andare per sempre senza poter fare loro una carezza.
Antonella Colpo
La mia mamma si chiamava Rina ed è morta il 13 novembre di covid all’ospedale di Varese. Aveva contratto il virus in una struttura riabilitativa dopo un intervento per la frattura del femore. Per settimane io non ho potuto mai più vederla, io, la figlia, non potevo entrare per “proteggerla”, mentre il covid l’ha contratto dagli operatori di quella struttura. Comprendo il suo stato d’animo perché è anche il mio. È disumano morire così in solitudine e per noi famigliari è straziante doverli lasciare andare per sempre senza poter fare loro una carezza.
Antonella Colpo
in Il tragico calvario di mamma Anna