Il primario: «Bossi fuori pericolo solo tra 72 ore»

L'ultimo bollettino medico delle ore 18

Le condizioni di Umberto Bossi sono gravi ma stazionarie. Il quadro clinico del ministro sembrerebbe però meno crudo di quanto non fosse questa mattina. Il primario di cardiologia, Mario Jorge Salerno Uriarte (foto), ha detto che il leader della Lega non si trova in pericolo di vita e che tutto fa ben sperare per una guarigione del paziente. Ma anche aggiunto che per poter  tirare un sospiro di sollievo bisogna attendere almeno tre giorni.
Il senatùr è in coma farmacologico, viene cioè tenuto sotto sedativi e aiutato nella respirazione. Gli esami della mattina hanno però restituito ottimismo ai sanitari: nessun infarto, ma solo una crisi cardiaca che ha colpito un cuore che i medici definiscono "scompensato". Già colpito da due malori, nel 91 e nel 95, il ministro da tempo soffriva di una ipertensione arteriosa, che ieri sera gli avrebbe provocato i primi disturbi.
Questa mattina, intorno alle 7, la chiamata al 118 e il trasporto immediato dalla sua casa di Gemonio, prima a Cittiglio, in un quarto d’ora, e poi a Varese, dove è arrivato intorno alle nove e trenta.
Le condizioni erano apparse molto gravi, anche per un edema polmonare che impediva praticamente al ministro di respirare. In ambulanza e durante la tappa all’ospedale di Cittiglio, Bossi è stato intubato e stabilizzato. A Varese il Ministro è stato poi sottoposto a una coronarografia che ha escluso l’infarto e che ha anche scongiurato il rischio di un intervento di angioplastica o chirurgico.
«Potremo dire che è fuori pericolo solo tra 72 ore – ha spiegato il primario Salerno –  di certo dovrà seguire una terapia farmacologica molto accurata e nuovi esami per tenere sotto controllo la situazione clinica generale. Salvo complicazioni, dovrebbe uscire indenne da questa esperienza».
Il dottor Salerno Uriarte , oriundo italiano di origine paraguaiana, si è anche sbilanciato sul decorso della malattia del senatur. «Di certo dovrà fare una vita meno sregolata. Io gli consiglierei di avere più cura per la sua persona, non tanto, o non solo, per lui – ha aggiunto – ma per i suoi figli».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 marzo 2004
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