Accam, si tratta sulla nuova convenzione

L'assemblea dell'ACCAM pone le sue condizioni a Busto Arsizio. E in prospettiva grava l'incognita del nuovo Piano Provinciale dei Rifiuti

L’assemblea dell’ACCAM pone le sue condizioni. In un’animata assemblea dei soci ACCAM ha voluto mettere i puntini sulle i, ricordando che gli interventi di mitigazione ambientale non dovranno riguardare solo Busto, ma anche alcuni altri Comuni circostanti l’impianto (sito, come è noto, all’estremo angolo sudoccidentale del territorio bustese). 
L’assemblea dei soci si è riunita ieri sera nel Municipio di Busto Arsizio, e per approvazione generale è stata aperta al pubblico – benché ACCAM sia ora una S.p.A, categoria le cui assemblee normalmente si svolgono "a porte chiuse". 
L’assemblea ha approvato le linee di indirizzo per lo sviluppo aziendale e le linee guida per il rinnovo della convenzione con il Comune di Busto Arsizio. La discussione si è animata  quando alcuni Comuni hanno espresso la volontà di separare la questione dell’uso del terreno dell’impianto (di proprietà del Comune di Busto Arsizio) da quello delle mitigazioni ambientali. In altre parole, si prospettano interventi in questo senso limitati non solo a Busto, ma anche ai Comuni limitrofi consorziati; ciò implicherà probabilmente una difficile spartizione dei fondi per la mitigazione ambientale, complicando le cose ed allungando i tempi per la firma della nuova convenzione. 
Ad ogni modo, ACCAM e Comune di Busto dovranno incontrarsi a breve e l’assemblea del consorzio dovrà approvare un piano di interventi economici che quantifichi l’investimento in mitigazione ambientale. L’assemblea ha accettato il "paletto" delle 400 tonnellate al giorno massime da incenerirsi nell’impianto; quanto alla questione del numero dei Comuni di cui è ammesso lo smaltimento, Gerenzano si era sentita dire "no" dall’ACCAM nel 2003, poi la Provincia, trovandosi in emergenza, aveva imposto al consorzio di accettarne i rifiuti. La questione dell’emergenza in Campania non dovrebbe costituire un grosso problema: «Noi abbiamo l’autorizzazione a bruciare fino a 100 tonnellate al giorno di rifiuti speciali (NON tossico-nocivi, ndr), nella peggiore delle ipotesi dalla Campania ne arriverebbero per breve tempo 50 al giorno, e in nessun caso si sforerebbero le 400 tonnellate al giorno di massima» chiarisce Parini. Un’altra deliberazione importante contenuta nelle linee guida approvate dall’assemblea riguarda la richiesta al Comune di Busto Arsizio di un diritto di superficie per almeno 20 anni. 
Tenendo conto che il Comitato Ecologico Inceneritore ed Ambiente di Borsano esige la chiusura dell’impianto entro dieci anni, è facile prevedere una forte contestazione. 
Su tutto, comunque, grava l’incognita del nuovo Piano Provinciale dei Rifiuti, ormai imminente, che potrebbe rinunciare all’idea universalmente contestata del nuovo inceneritore per il Nord della Provincia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2004
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