Nidi, al via corsi sperimentali di musica

Attività rivolta ai piccoli che frequentano l'asilo per l'ultimo anno. Quindici incontri

Imparare a conoscere il mondo con la voce e scoprire i suoni e la musica come modo di comunicare. Una grande avventura ancora più affascinante se sperimentata dai bimbi. Dalla prossima settimana, prenderà avvio "Musica al Nido" una nuova iniziativa che coinvolgerà in attività psicomotorie con finalità musicali i bambini che stanno frequentando l’ultimo anno dei dieci asili nido del Comune.

Il progetto, elaborato dall’Accademia di Musica Moderna Nerolidio Planet Music di Como ha ottenuto un finanziamento dalla legge sui minori. Prevede per ogni nido 15 incontri, a cadenza settimanale, di un’ora circa ciascuno per un totale di 300 incontri. I bambini interessati saranno suddivisi in piccoli gruppi. Gli incontri verranno condotti da una psicomotricista della scuola CNRPP (Centro Nazionale Ricerca Pratica Psicomotoria) di Milano con la supervisione della direttrice della scuola. Le educatrici del nido parteciperanno attivamente alla conduzione dei gruppi ed alla gestione delle attività. Ogni seduta verrà videoregistrata per consentire la supervisione della scuola. "Si tratta di una novità assoluta che qualifica ulteriormente la proposta formativa dei nostri nidi – spiega l’assessore Anna Veronelli – è una esperienza unica e pilota in Lombardia che speriamo sia apprezzata dalle famiglie". Proprio da lunedì verranno inviate le lettere di adesione con la liberatoria che i genitori dovranno sottoscrivere per corsi comunque gratuiti.

IL PERCORSO FORMATIVO
Il corpo, vissuto nella spontaneità del gioco senso-motorio, è il primo strumento produttore di suoni. Il corpo sonoro, nella relazione, è anche il corpo dell’adulto che parla al bambino. Durante il gioco con il corpo il bambino porterà progressivamente la sua attenzione all’ascolto dei suoni prodotti da sé e dall’altro; attraverso la sua voce l’adulto "dà voce" alle emozioni del bambino, lo guida alla scoperta della "sua" voce come espressione della sua unicità e originalità, dà spazio al "grido" come affermazione di sé. Il bambino, al momento della rappresentazione, usa l’esperienza vissuta nel corpo per produrre suoni: attraverso la voce canta, con le mani suona, con gli strumenti dà voce alla propria musicalità. Gli incontri prevedono due fasi: percezione del tempo e del ritmo attraverso esperienze corporee (es. utilizzando parti del corpo, battere e fare rumore); successivamente i movimenti verranno associati al canto di filastrocche mimate. La conoscenza dei suoni all’interno ed all’esterno del nido (i rumori del nido, della città, della natura); in un secondo tempo è prevista la costruzione, con materiale di recupero, di piccoli strumenti musicali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2004
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