Artisti a confronto alla Fondazione Bandera

Apre sabato 26 novembre la mostra dedicata a Roberto Coda Zabetta e Giovanni Manfredini

Sabato 26 novembre alle 18,30 alla Fondazione Bandera per l’Arte sarà inaugurata la mostra "Viaggio al termine della notte. Roberto Coda Zabetta e Giovanni Manfredini". L’inaugurazione avverrà alla presenza del Sindaco Luigi Rosa e dei due artisti.
L’iniziativa, curata da Marina Pizziolo e Romano Ravasio, e che gode del patrocinio di Provincia e Comune, sarà presentata alla stampa domani mattina, venerdì 25 novembre alle ore 11,00 presso Villa Tovaglieri. La mostra resterà aperta tutti i fine settimana sino al 12 febbraio 2006 con orario 10-19 dal venerdì alla domenica (chiusure: Natale, Capodanno, Epifania); 4 euro il costo del biglietto d’ingresso, 2 euro i ridotti. Saranno comunque possibili visite guidate su prenotazione per gruppi tutti i giorni, escluso il lunedì, e si terranno laboratori didattici a cura dei Laboratori Bandera al costo di 5 €.

Le 40 opere esposte proporranno un faccia a faccia tra due artisti che "si muovono in un buio inquietante, gravido di interrogativi esistenziali": Roberto Coda Zabetta e Giovanni Manfredini.

Dopo il corpo ci sono solo i morti. Il corpo è il pieno, occorre raccontarlo nelle sue piaghe e il suo calvario quotidiano è la resurrezione nella pittura”, ha scritto Giovanni Manfredini. “Dipingere il proprio corpo è dipingerne la biologia, la coscienza del destino in uno stato allucinatorio percorso dalla ribellione di ciò che è stato creato, contro il creatore stesso”. L’indagine di Manfredini è un ossessivo affondo nell’apparenza corporea, nel corpo come doloroso affiorare dal buio in un eroico “tentativo di esistenza”, titolo ricorrente di molti suoi dipinti. Le opere di Manfredini sono calchi corporei su velature di nerofumo. L’artista imprime il suo corpo nudo su grandi tavole che assumono l’aspetto di drammatiche sindoni. Il corpo sembra voler fuggire dal nero che lo avvolge verso una luce che mentre definisce dissolve, corrode. Metafora della disperata lotta contro il tempo che passa, consumando inesorabilmente l’attimo della vita.

Il mio lavoro è azione, non forma”, dice Coda Zabetta. “Io dipingo l’azione e la figura è il risultato di una lotta corpo a corpo con la materia. Alla fine, però, meno impiego per realizzare un’opera più sono soddisfatto. Se finisco un quadro da tre metri per tre in venti minuti, allora lo sento davvero mio”. Un’altra volta il dipinto vale come forma del gesto. Un gesto frenetico che sciabola di bianco, rosso o giallo grandi superfici nere, fino a dar vita a primissimi piani di volti allucinati, disperati, stravolti da un grido che è rabbia, dolore, stupore. “Non so cosa sia il dolore nell’arte e devo dire che mi interessa anche molto poco”, scrive Coda Zabetta “Mi interessa, invece, capire il significato di questa parola. Nel profondo, in quella sottile trasmissione di saggezza che ha nell’anima. I miei urli non sono dolore, ma rabbia…per non aver capito ancora”.

Roberto Coda Zabetta è nato a Biella nel 1975 e vive tra Londra e Milano. Si è diplomato all’Istituto d’arte di Roma. È stato assistente di studio di Aldo Mondino. Nel 2004 ha vinto il premio giovani artisti MIART, con Marco Cingolani e Federico Guida. Ha tenuto personali a Milano, Roma, Firenze, Arezzo, Monaco di Baviera. Ha esposto in importanti collettive allestite in sedi museali, in Italia e all’estero, a Milano, Torino, Roma, Modena, New York, Berlino etc.

Giovanni Manfredini è nato a Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, nel 1963. Vive e lavora a Milano e Modena. Ha allestito mostre personali a Madrid, Napoli, Milano, Roma, Berlino, Basilea, Londra, Francoforte e Stoccarda. Ha esposto anche in prestigiose collettive in vari musei: “Minimalia” al PS1 di New York, “Über menschen” allo Schiller Museum di Weimar, “The opening” allo Stedelijk Museum di Gand e alla mostra “Young Italian artists” svoltasi nelle Gallerie d’arte Contemporanea di Kuala Lumpur, Singapore e Bangkok.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 novembre 2005
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