Centro commerciale, si avvia la mobilitazione

Venerdì 3 febbraio un incontro per discutere delle conseguenze della prevista apertura del più grande centro commerciale della zona

A Cassano il timore dell’ipermercato resta vivo. La prevista megastruttura che dovrebbe sorgere in via Bonicalza, lungo la già trafficatissima provinciale per Busto, coprirà circa 36mila metri quadri nella zona del Boschirolo (rione sud), un’area enorme  – equivalente a sei campi da calcio – che ne farebbe una delle più grandi aree commerciali del Norditalia. Il timore che la nuova struttura distrugga il residuo tessuto del commercio al dettaglio si unisce alle preoccupazioni dei residenti e degli ambientalisti per le inevitabili complicazioni che causerà in termini di traffico, caos e inquinamento. Si valuta infatti che ogni giorno transiteranno sul territorio cassanese per motivi legati al centro commerciale circa 10.000 persone, e praticamente altrettante automobili, e che via Bonicalza sarà di fatto asservita alla struttura.

Per venerdì sera , 3 febbraio, alle ore 21, è convocato presso la Biblioteca Comunale di via Ungaretti un incontro pubblico per discutere dei rischi che comporta l’edificazione del nuovo centro commerciale. Ad organizzare la serata sono Legambiente,  Comitato Rione Sud, Acli, Comitato Centro Storico, Comitato per la Difesa dei Cittadini dalle Inondazioni. Cittadini e ambientalisti fanno notare che l’area interessata costituisce ancora ogi un preizoso polmone verde, postoa  rischio, oltre che dai progetti di espansione commerciale, da quelli del futuro svincolod ella Pedemontana, che passerebbe giusto accanto al centro commerciale – di qui l’importanza strategica della sua collocazione. Oltretutto edificazioni su questa scala ridurrebbero significativamente lo spazio a disposizione dei torrenti Rile e Tenore, che da anni minacciano la città con le loro periodiche, brevi ma sempre violente esondazioni.

Quali sarebbero, dunque, le ricadute positive per i cassanesi tali da compensare i lati negativi del progetto? A tale domanda, secondo gli organizzatori, ancora non è giunta una risposta convincente.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 febbraio 2006
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