Schenkel: “Il Ccr va mantenuto e potenziato”

Il nuovo direttore generale del Centro comune di ricerca difende la natura della struttura

Il nuovo direttore generale del Centro comune di ricerca (Ccr) della Commissione europea Roland Schenkel si è espresso a favore del mantenimento dell’organizzazione, respingendo le richieste di coloro che vorrebbero che il Ccr competesse a parità di condizioni con le organizzazioni nazionali di ricerca per l’ottenimento di contratti di ricerca.

Il Ccr è l’organizzazione della ricerca interna all’Unione, che svolge ricerche commissionate dalle istituzioni comunitarie a sostegno delle decisioni politiche. A dire il vero, Roland Schenkel vorrebbe che il nuovo slogan del Ccr fosse "scienza solida per la formulazione delle politiche". Il Ccr comprende sette istituti in cinque Stati membri dell’Unione, e si concentra su aree della ricerca scientifica che possono essere altamente sensibili, quali la ricerca nucleare, la salute e la tutela dei consumatori, l’ambiente e l’energia. Roland Schenkel ha illustrato una serie di ragioni per dimostrare l’indispensabilità del Ccr, a partire dall’attuale indipendenza dell’organizzazione. "L’indipendenza è il motivo per cui limitiamo il nostro reddito competitivo dal 10 al 15 per cento [del nostro reddito]. Se si compete per il denaro, si fa ciò che vuole il cliente e ciò potrebbe cambiare l’esito della ricerca", ha dichiarato il dottor Schenkel al Notiziario Cordis. "Se i fondi provengono dal mercato, ci si adegua alle esigenze del cliente", ha aggiunto. Il direttore generale ha anche sottolineato l’aspetto della riservatezza del Ccr. Ad esempio, la Dg Agricoltura potrebbe fornire al Ccr informazioni sull’ammontare delle sovvenzioni all’agricoltura erogate a un determinato paese o a tutti gli Stati membri nella certezza che questi dati non verrebbero divulgati. L’utilizzo della tecnologia satellitare per verificare che le dichiarazioni degli agricoltori sulle colture e la destinazione d’uso del terreno siano conformi ai requisiti della politica agricola comune (Pac) è una delle attività svolte dal Ccr. Un altro vantaggio del Ccr è la velocità con cui è in grado di reagire alle richieste di informazioni, in quanto la Commissione, il Parlamento, il Consiglio o l’agenzia che richiedono i dati non devono indire una gara d’appalto.
Il dottor Schenkel ha fornito l’esempio delle richieste di indennizzo avanzate dal Portogallo in seguito agli incendi boschivi o dalla Slovacchia dopo una perturbazione con effetti devastanti. Quando riceve una richiesta, la Commissione deve verificarne la legittimità, e in entrambi i casi ha potuto farlo rapidamente in modo da accorciare i tempi d’attesa di coloro che necessitavano del risarcimento. Il dottor Schenkel ha inoltre rilevato che coloro che criticano il modo in cui viene finanziato il Ccr sono spesso organizzazioni nazionali che svolgono attività simili a quelle del Ccr finanziate con fondi del loro governo nazionale. "I governi non indicono appalti, bensì si rivolgono direttamente al loro centro di ricerca", proprio come fa la Commissione con il Ccr, ha osservato il dottor Schenkel. Benché alcune voci abbiano messo in dubbio il ruolo del Ccr, compreso il Regno Unito nel documento di sintesi sul 7Pq, altri l’hanno accolto con favore e si sono schierati a favore del suo mantenimento. I nuovi Stati membri dell’Ue sono particolarmente favorevoli al Ccr sulla base dell’assistenza da esso fornita ai loro laboratori, soprattutto sotto forma di corsi di formazione richiesti dalla Dg Allargamento. Secondo il direttore generale, nel corso della discussione in sede di Consiglio sul bilancio futuro per la ricerca comunitaria, tutti i nuovi Stati membri si sono espressi fortemente a favore del mantenimento di una linea di bilancio per il Ccr. Il bilancio del Ccr non è tuttavia destinato a crescere esponenzialmente quando inizierà il nuovo periodo di finanziamento nel 2007. Il dottor Schenkel ha chiesto solamente un incremento del tre per cento più l’adeguamento per l’inflazione. "Non ci occorre crescere, bensì rivedere le nostre priorità e rafforzare la competitività", ha aggiunto per giustificare la richiesta modesta. Per contro, la Commissione ha proposto che il bilancio per la ricerca aumenti complessivamente del 100 per cento. La posizione del dottor Schenkel sulla futilità della crescita lascia intendere che per il momento non verranno realizzati nuovi istituti, malgrado le pressioni di alcuni paesi, compresa la Repubblica ceca, che vorrebbero ospitare un nuovo centro. Fondare un nuovo istituto sarebbe fattibile solo se i fondi fossero disponibili e se la domanda politica fosse evidente, ha dichiarato il direttore generale, aggiungendo che il Ccr copre già gran parte delle esigenze della clientela. La ricerca condotta dal Ccr è molto richiesta. Mentre in passato i clienti principali del Centro erano le Dg della Commissione, ora anche il Parlamento necessita di attività di ricerca, e una richiesta è recentemente pervenuta anche dal Consiglio nella persona di Javier Solana, l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera e di sicurezza comune (Pesc). Javier Solana vorrebbe utilizzare le competenze del Ccr nella sicurezza, ha spiegato il dottor Schenkel. Il Ccr non solo gestisce programmi di osservazione della Terra, bensì dispone anche della tecnologia per rintracciare i flussi di fondi ed effettuare ricerche di persone su Internet. Il software sviluppato dal Ccr vaglia i siti Internet in 30 lingue diverse alla ricerca di dati specifici, e può fornire informazioni sui legami tra persone e modelli. Il processo è rapido e molto interessante in un’epoca caratterizzata dall’ansia per il terrorismo globale. Il dottor Schenkel ha confermato che al Ccr era stato chiesto di effettuare questo tipo di ricerca in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001 a New York, e anche dopo gli attacchi successivi in Europa. Un programma simile aiuta la Commissione a garantire una sicurezza di un tipo diverso: la protezione dalle malattie. Sviluppato originariamente per la Dg Stampa a cui serviva per setacciare la rete a caccia di notizie sull’Ue, lo European Media Monitor viene ora utilizzato dalla Dg Salute e tutela dei consumatori per monitorare l’insorgenza delle malattie. Anche questo programma effettua ricerche su Internet in 30 lingue, e fornisce aggiornamenti ogni 10-15 minuti sui nuovi casi segnalati. Il Ccr ha inoltre creato un portale per la Dg dove può raccogliere tutte le informazioni sulla malattia che attualmente suscita più preoccupazione: l’influenza aviaria. Ciò consente alla Commissione di visualizzare le tendenze relative all’insorgere della malattia e alle migrazioni degli uccelli. Vi è inoltre un interesse crescente per la ricerca nucleare, in cui il Ccr è molto coinvolto. In gennaio l’Ue ha firmato un accordo che le consente di accedere all’"Accordo quadro per la collaborazione internazionale sulla ricerca e lo sviluppo di energie nucleari di quarta generazione", per il quale il Ccr fungerà da autorità di attuazione. Il dottor Schenkel è particolarmente adatto a tale ruolo, avendo svolto in precedenza funzioni di ispettore nucleare e in quanto direttore dell’Istituto degli elementi transuranici del Ccr di Karlsruhe. In qualità di direttore generale, il dottor Schenkel sarà verosimilmente molto impegnato nei prossimi anni, poiché le richieste di ricerca orientata alla politica stanno aumentando esponenzialmente, ma si esprime in maniera entusiasta su ciò che sta facendo il Ccr, e rimane fiducioso nel valore dell’organizzazione per la ricerca interna all’Ue

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 febbraio 2006
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