Esperimenti salvavita: al CCR “cellule cavia” al posto dei conigli

Il Centro Comune di Ricerca ha validato esperimenti su colture cellulari al posto di cavie. Risultato: test attendibili per combattere il tumore e meno sofferenze per gli animali

Combattere il cancro con la ricerca costa in Europa la vita a oltre 20 mila animali l’anno. Un sacrificio indispensabile, che salverà la vita a parte di quel milione di cittadini del vecchio continente che annualmente muoiono a causa dei tumori. Ma da oggi parte di queste dolorose sperimentazioni, che spesso contemoplano la vivisezione di animali cavia, potranno essere evitate.
L’Unione europea ha di fatti approvato nuove alternative alla sperimentazione di farmaci e sostanze chimiche sugli animali.
La validazione di queste pratiche arriva proprio da Ispra, sede del Centro Comune di Ricerca al servizio della Commissione Europea.
ll comitato scientifico consultivo del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi (CECMA) ha approvato sei nuovi metodi di prova alternativi che consentiranno di ridurre il ricorso alla sperimentazione animale per alcuni farmaci e sostanze chimiche. I nuovi test, effettuati su colture cellulari anziché su animali, permettono di determinare la tossicità dei farmaci antitumorali e identificare i farmaci contaminati. Oltre a ridurre il numero di animali necessari ai fini della sperimentazione, i metodi approvati oggi miglioreranno l’accuratezza dei test e contribuiranno così a rendere i prodotti più sicuri. Il compito del CECMA, che ha sede presso il Centro comune di ricerca della Commissione europea, è sostituire e perfezionare i metodi di sperimentazione animale per i prodotti cosmetici, chimici e farmaceutici e ridurne la frequenza di utilizzo.
Nello specifico, uno dei test è volto ad agevolare la definizione del dosaggio di alcuni farmaci ad elevata tossicità utilizzati nella chemioterapia per la cura del cancro.
«Utilizzando colture di midollo osseo di topo e cellule ematiche del cordone ombelicale umano – affermano dal CCR – , è stato messo a punto un test che consentirà di ridurre il rischio di sovradossaggio letale nel primo gruppo di pazienti cui sono stati somministrati i farmaci suddetti, rischio che i test preclinici attuali non permettono di identificare. Studi su scala internazionale hanno dimostrato che questo nuovo test offre un maggior grado di precisione rispetto alla sperimentazione animale, consentendo non solo di ridurre il numero di animali necessari, ma soprattutto di migliorare la sicurezza dei pazienti».

Cinque dei nuovi test riguardano i batteri. Il nostro sistema immunitario assolve la funzione di proteggerci da tali organismi. Tuttavia esso non sa distinguere tra batteri vivi e morti e reagisce quindi anche nei confronti di questi ultimi o di parti di essi. Anche se sterilizzato, un farmaco non è necessariamente esente da qualsiasi traccia di batteri e può quindi produrre effetti collaterali quali ipertermia, dolore e stato di choc. Il nuovo metodo, al posto di cavie animali, si avvale di cellule immunitarie umane coltivate in laboratorio, che sono in grado di riconoscere i batteri allo stesso modo del sistema immunitario. Oltre a ridurre il numero di animali utilizzati nei laboratori, esso consentirà di contenere i costi della sperimentazione. Inoltre, rispetto ai precedenti, i nuovi test offrono un grado di precisione nettamente superiore nell’individuazione dei farmaci contaminati.

I lavori del CECMA sono finanziati dal programma quadro di ricerca dell’UE, con il sostegno degli Stati membri, dell’industria e delle organizzazioni per la protezione degli animali. Avvalendosi dei progressi delle conoscenze scientifiche, il CECMA contribuirà a migliorare la sicurezza dei pazienti e il benessere degli animali.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 marzo 2006
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