Truffato da un finto agente della Dia

Un 50enne ha dato oltre 120 mila euro a un 45enne che gli aveva promesso una casa a Courmayeur e una Tuareg sequestrate a dei criminali

Truffato da un agente della Dia, o almeno così si era spacciato un 45enne novarese alla sua vittima, un dentista di 50 anni , residente in un Comune del basso Varesotto confinante con Busto. Una truffa che ha fruttato alla mente del colpo oltre 120 mila euro. Tutto è iniziato nel 2004 quando la vittima ha conosciuto, apparentemente per caso, il truffatore, un uomo di 45 anni, con cui ha stretto amicizia. L’uomo gli ha poi falsamente rivelato di essere un agente del Dipartimento investigativo antimafia, con tanto di tesserino e forse anche una pistola semiautomatica, probabilmente giocattolo, secondo gli investigatori, ma identica a quella in uso alle forze di polizia. Il 45enne, entrato in confidenza con la vittima, ha poi fatto scattare la proposta per un grande affare: una casa a Courmayeur e una splendida auto di lusso, una Tuareg, che sarebbero potute diventare di proprietà del 50enne per pochi euro. Sia la casa che l’auto, secondo il fantomatico agente della Dia, sarebbero state sequestrate alla mafia e presto sarebbero stati messi in vendita a condizioni davvero convenienti.

La vittima, non potendo lasciarsi scappare un’occasione del genere, ha accattato la proposta: in soluzioni diverse avrebbe versato, in contanti e in assegni in varie soluzioni, fra il giugno 2004 e il novembre 2005, oltre 120 mila euro all’agente della Dia.

Pagato in anticipo quanto dovuto, la vittima non ha più visto il suo sogno realizzarsi: niente Tuareg e niente casa a Courmayeur. Nel 2005 ha così chiesto delucidazioni al truffatore, il quale ha risposto che erano corso le pratiche per l’affidamento delle proprietà e che ci sarebbe voluto ancora del tempo per ottenere quanto pattuito. Ma il “cliente” non era soddisfatto della risposta, fino a quando ha ricevuto una telefonata che lo ha tranquillizzato sulla regolarità dell’operazione: dall’altro capo del filo un sedicente procuratore romano lo assicurava che era tutto a posto che presto sarebbe stato proprietario di una bellissima casa in montagna da raggiungere a bordo della sua Tuareg. Il colmo è che che nell’estate del 2004 il truffatore aveva persino mostrato al casa ala sua vittima, ma solod all’esterno, giustificandosi con il fatto che vi sarebbe stato ancora residente un pentito sotto protezione…

Passano i mesi, ma il truffato si fa furbo e chiede un’assicurazione all’agente della Dia. Questi gli firma sotto gli occhi un assegno di 120 mila euro da incassare quando vuole: soddisfatti o rimborsati. Un autentico lampo di genio malefico. Il 50enne, rassicurato, aspetta ancora fino a dopo Natale per si reca in banca per riscuotere l’assegno: “scoperto” gli dicono in banca e il titolare dell’assegno è nell’elenco dei protestati. Il truffato "realizza" in zona Cesarini e chiede spiegazioni al suo interlocutore, il quale gli assicura che i soldi ci sono, ma su altri conti che la banca non conosce.
Il dentista non si fida e finalmente, lo scorso febbraio, decide di sporgere denuncia alla Polizia di Stato, al commissariato di Busto Arsizio. Da qui, i primi di marzo, scattano le perquisizioni nella casa di Busto del fantomatico agente della Dia, dove vengono rinvenuti circa 26 mila euro in contanti in una cassaforte e in un giubbotto, ed anche il finto distintivo. Le banconote vengono controllate dagli uomini della polizia: non tutte provengono dal dentista truffato. Secondo gli investigatori infatti potrebbero esserci nella zona di Varese, e in altre province, altre vittime di truffe analoghe. Sono ancora in corso le indagini e per ora il 45enne risulta indagato per truffa, impropriazione indebita e usurpazione di titolo. Per lui potrebbe presto scattare anche l’arresto, e con accuse piuttosto pesanti.
Il dentista adesso è senza casa a Courmayeur, senza Tuareg, senza sogno, senza 120 mila euro, e con la consapevolezza di essersi fatto raggirare. Per fortuna aveva fotocopiato parte delle banconote passate al truffatore e conservato le matrici degli assegni: forse – forse – potrà recuperare almeno parte del maltolto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 marzo 2006
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