La sfida per gli imprenditori è assoluta

Con una relazione innovativa nelle forme e nello sviluppo, Alberto Ribolla ha aperto l'assemblea annuale dell'Unione industriali

Innovazione, internazionalizzazione e lavoro sono "le tre leve del cambiamento" indicate da Alberto Ribolla nella sua relazione all’assemblea annuale dell’Unione industriali di Varese. Una relazione che ha voluto essere innovativa anche nel suo sviluppo. Poche pagine con tre video che riprendevano i momenti salienti dei tre forum sugli altrettanti temi trattati. Una scelta che ha messo in luce una coralità di interventi in cui la voce e le riflessioni degli imprenditori erano l’elemento forte. L’impresa diventa l’elemento centrale dello sviluppo economico e quindi le analisi sono tutte attente a mettere in evidenza esigenze e priorità. "Abbiamo voluto mostrare, – afferma Ribolla, –  quanto l’orgoglio di fare impresa sia radicato in questo territorio". Un lavoro che non è solo dei vertici dell’associazione, ma che nasce da un percorso condiviso con molte imprese e manager del territorio e non solo.
La prima leva, affrontata a marzo, è quella dell’internazionalizzazione. Una scelta che mette in evidenza quanto "le imprese nella loro quotidianità sono già proiettate avanti, più avanti di quanto si pensi normalmente". Queste, in assenza di appoggi sicuri stanno creando modelli propri in un "gioco che non è a somma zero, nè tanto meno necessariamente a somma negativa per il territorio". Passaggio cruciale per cambiare una cultura che troppo spesso vedrebbe la delocalizzazione come un depauperamento per il territorio di origine.
La seconda leva è rappresentata dal lavoro e uno specifico forum ad aprile ha affrontato le nuove sfide. Massima attenzione al tema della formazione "per offrire l’unica vera garanzia, il diritto non all’impego, ma all’impiegabilità". Una questione che solleva il complicato rapporto tra flessibilità e precarietà. "Due termini che indicano realtà diverse e sui quali speriamo non si costruiscano battaglie ideologiche. Dobbiamo cominciare a confrontarci con la flessibilità in sé. Flessibilità intesa come condizione imprenscindibile del competere, come opportunità da cogliere, piuttosto che come limite da combattere".
Tre i messaggi forti che Ribolla ha voluto far emergere: occorre investire sui cervelli, avere regole efficaci, rivedere la produttività attraverso anche la riduzione del costo del lavoro.
La terza leva è l’innovazione. "Il modo di stare, da protagonisti, sul mercato. È la radiografia della nostra strategia competitiva. Le imprese "non hanno una sola formula per fare ricerca e innovare perché questi sono processi aperti, che si alimentano con l’ambiente e, a loro volta, alimentano l’ambiente in cui si generano". Da ultimo occore considerare che "il processo di ricerca e innovazione passa principalmente attraverso le prsone. Attraverso il loro entusiasmo e la loro curiosità. Attraverso la loro preparazione".

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Assemblea Generale Univa 2006, seconda parte 4 di 8

Alberto Ribolla ha finito la sua relazione con un appello a tutti gli attori sociali  perché c’è "bisogno di un disegno strategico per il futuro. Un progetto forte e condiviso entro il quale incanalare le energie che esistono per portarle a sistema. In una parola, bisogno di coesione". Un appello che riguarda da vicino anche le amministrazioni locali perché "la politica deve assicurare lo scambio costruttivo con un territorio e un sistema capaci di seguire e supportare il tessuto produttivo sostenendone la competitività".
Da parte sua Ribolla ha assicurato che Univa farà la sua parte raccogliendo "le esperienze più innovative agevolandone la diffusione e costruendo attorno ad esse progetti concreti e condivisi. Per valorizzare l’enorme patrimonio di sapere non formalizzato che le imprese industriali rappresentano". Un proposito anche di "allargare il cerchio coinvolgendo il maggior numero di imprese possibile".
La chiusura richiama l’esigenza di "Un’estesa partecipazione per far si che l’enorme energia potenziale che esiste sul territorio possa trasformarsi in energia cinetica… in una inesauribile energia per lo sviluppo!"

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 giugno 2006
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