Lombardia: terra di pensionati?

Nel primo trimestre 2006 i lombardi hanno ottenuto più di 24mila pensioni, un record rispetto alle altre aree

Che questa sia una regione con una vera e propria filosofia di dedizione completa al lavoro, è cosa probabile. Che questa sia la regione in cui si va più in pensione, invece, è certo. Nel primo trimestre 2006, infatti, in Lombardia il ricorso ai pensionamenti di anzianità è stato il più pesante d’Italia.

Da gennaio a marzo l’Inps ha accolto 24.441 richieste di pensione, il 26% del totale nazionale (93.719 nuove pensioni). E non tutte le domande inoltrate sono ancora state analizzate, a marzo 13.450 di queste erano giacenti. Questo significa che nella nostra regione, come più o meno tutte le aree industriali del nord, l’anzianità incide di più, sul lavoro e sull’Inps.

Sembra quindi che il superbonus, l’incentivo pensato per chi decide di rimandare il pensionamento di almeno due anni, non stia riscuotendo un grande successo. Anche per quanto riguarda gli assegni di vecchiaia la nostra regione rimane in testa: ci sono state 11.204 richieste, quasi il doppio rispetto a Lazio (5.718) e Toscana (5.203).

Nel frattempo, a livello nazionale, il costo delle pensioni sta provocando forti preoccupazioni, e tensioni. Il neogovernatore di Bankitalia, Mario Draghi, ha lasciato intendere la necessità di innalzare l’età d’uscita dal mondo del lavoro oltre i 60 anni, ricordando che in altri paesi questo è già accaduto (61 in Germania, 62 nel Regno Unito e 65 negli Usa).

La spesa previdenziaria, secondo le stime ufficiali, raggiungerebbe il 15,4% del Pil, mentre i sindacati sostengono che sarebbe di poco superiore al 10% scorporando la spesa per l’assistenza, come in genere si fa nelle altre stime europee.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 giugno 2006
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