«Scuole aperte anche il pomeriggio. E i ragazzi sono meno soli»

I presidenti delle Consulte degli studenti si sono incontranti a Roma. A rappresentare le scuole varesine c'era Andrea Brenna. Tra i temi del dibattito anche il fenomeno del bullismo e la maturità

Pubblichiamo le riflessioni che Andrea Brenna, presidente della Consulta provinciale degli Studenti di Varese, ci ha inviato in seguito alla sua esperienza a Roma
«A Roma sono stato dal 5 al 7 dicembre. Ci siamo ritrovati provenienti da tutt’Italia, tutti i presidenti delle Consulte provinciali.  Per lavorare, ci siamo divisi in commissioni:  io ero nella commissione nazionale sul bullismo.
Durante la discussione abbiamo affrontato le varie problematiche relative al bullismo e abbiamo cercato di analizzare le cause che possono provocarlo.
Le ragioni, secondo noi,  sono differenti dal Nord Italia rispetto al Sud perchè al settentrione questo fenomeno spesso è causato dalla "noia" o comunque si presenta in ragazzi (almeno nella maggioranza dei casi) che non hanno grossi problemi familiari alle spalle. Diversa la situazione al Sud, dove spesso è causato da una ripercussione dei modelli mafiosi anche all’interno della scuola.

Per contenere tale fenomeno noi studenti riteniamo necessario avere la possibilià di tenere le scuole aperte allo studio anche nelle ore pomeridiane, di modo da trovare un’alternativa alla strada e cercare di aiutare i ragazzi con più difficoltà. Io ho proposto il modello della mia scuola ISISS Daverio nel quale, già da anni, grazie all’iniziativa del prof di religione Mauro Carini sostenuta anche dal preside Antonio Micalizzi, la scuola è aperta al pomeriggio. Oltre ai professori che seguono i ragazzi con difficoltà, ci sono anche alcuni studenti del triennio che aiutano i più piccoli.
Questa iniziativa è molto importante perchè si crea un rapporto quasi familiare:  così facendo siamo riusciti a limitare fortemente, o quantomeno a contenere in limiti di goliardia, il fenomeno del bullismo.
Il motto scelto dal Daverio è "Nessuno resta indietro". È mia ferma intenzione cercare di allargare questa proposta a tutti gli istituti della provincia di Varese, forte anche del fatto che il ministro ha dichiarato davanti a tutti i presidenti delle consulte d’Italia che stanzierà dei fondi per queste iniziative.

Sono stato nominato, inoltre,  il portavoce nazionale di tutti i presidenti d’Italia per esprimere il giudizio degli studenti sulla riforma dell’esame di stato. Ho espresso la nostra sostanziale condivisione della necessità di una riforma, ma ho avanzato anche le perplessità riguardo alle modalità con cui la si sta portando avanti perchè a gennaio ( l’incontro  avvenuto all’inizio di dicembre, quando ancora non si conosceva l’esito della votazione del 19 dicembre, ndr)  noi non sappiamo ancora che tipo di esame andremo a sostenere da qui a pochi mesi e quindi chiediamo che siano introdotte delle norme tranitorie che permettano agli studenti del quinto anno una corretta conclusione del percorso di studi senza eventuali cambiamenti in itinere.
Il giorno 6 dopo una visita al palazzo del Quirinale abbiamo incontrato il Presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano si è dimostrato veramente cordiale e ha subito conquistato la simpatia di noi ragazzi esordendo con la frase: "Siamo tutti presidenti!". Il Capo dello Stato ha inoltre ricordato l’importanza del nostro ruolo come ponte tra gli studenti e le istituzioni e ci ha spronato a svolgere il nostro ruolo con grande impegno e serietà».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 dicembre 2006
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