Ventimila conigli l’anno “graziati” dal Ccr

Il Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi, ospitato ad Ispra, ha dato semaforo verde a cinque nuovi test "in vitro" per valutare l'effetto delle sostanze chimiche su pelle e mucose

La sperimentazione su animali fa un altro passo indietro di fronte ai progressi della scienza. Il Comitato scientifico
consultivo del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi
(ECVAM), che ha sede a Ispra presso il CCR, ha infati annunciato oggi la convalida di cinque nuovi test "in vitro"
che costituiscono una tappa importante verso la cessazione dell’uso dei
conigli nei test di irritazione cutanea e oculare.
Il ruolo
dell’ECVAM è precisamente quello di sostituire, perfezionare e ridurre
i metodi di sperimentazione animale
per i prodotti cosmetici, i farmaci
e le sostanze chimiche.

I test saranno
utilizzabili per numerosi prodotti di uso quotidiano, dai detersivi per piatti ai cosmetici, ma anche per migliaia di sostanze chimiche industriali
che dovranno
essere valutate ai sensi della nuova legislazione europea REACH sulle sostanze
chimiche. Fra i nuovi test convalidati da ECVAM, due, frutto di tre anni di studi da parte di ben nove organismi pubblici e privati in America ed Europa, imitano con colture di cellule in vitro la pelle umana e la sua tendenza all’irritazione, consentendo di non ricorrere più ai test
sui conigli. Il ricorso agli animali resterà ma solo per test sull’effetto degli irritanti più lievi sui tessuti oculari; altri due test infatti valuteranno quello degli irritanti più forti su tessuti oculari prelevati nei macelli e altrimenti destinati ad essere buttati. In tutto si stima che 20.000 conigli l’anno potranno vedersi risparmiare gli esperimenti di questo tipo. Sempre nell’ambito dei test convalidati oggi, una nuova strategia per gli studi sulle allergie
cutanee (un problema che in Europa costa ogni anno 600 milioni di euro in danni da sole assenze lavorative) dimezza la sperimentazione sugli animali, in questo caso topi, con un’economia,
nell’attuazione della legislazione REACH, di ben 240.000 animali.

I test sono stati convalidati da un comitato composto da persone designate dagli
Stati membri dell’UE, dall’industria, dal mondo accademico e dalle
associazioni di difesa degli animali; toccherà ora alle autorità di regolamentazione dei singoli Stati membri dare il via libera. Non finisce qui, comunque: 
l’ECVAM inoltre sta valutando altri
otto modelli
che, se ritenuti adeguati, potranno sostituire
completamente i test sui conigli vivi. I lavori in questo campo sono
svolti in collaborazione con gli omologhi, americani e ciò
agevolerà l’accettazione a livello internazionale dei nuovi
test.

Questi cinque test rappresentano un
elemento importante della politica della Commissione europea, che mira a proibire i test di ingredienti cosmetici sugli
animali a partire dal 2009 e ad implementare la legislazione REACH sulle
sostanze chimiche a partire dal 1° giugno 2007.


Link utili

ECVAM: http://ecvam.jrc.it/index.htm
Base dati sui metodi alternativi:
http://ecvam-dbalm.jrc.cec.eu.int

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 aprile 2007
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