«Cari professori, non create una nuova classe di disadattati»

La Lega Nord cittadina insiste nel ribadire il proprio no al progetto per la realizzazione di libri di testo semplificati per stranieri. Ecco la lettera aperta scritta agli insegnanti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta scritta dalla sezione cittadina della Lega Nord ai professori impegnati nella semplificazione dei libri di testo per studenti stranieri

La nostra prima preoccupazione è quella che tutti gli studenti lombardi e futuri tali possano avere la possibilità di ricevere un egual grado di istruzione a livello europeo. Lodiamo quindi alcune delle iniziative dei professori di IPSIA e ITC poiché permettono agli studenti di non rimanere indietro a causa della presenza di un sempre maggior numero di studenti stranieri che non conoscono bene la lingua di insegnamento.

Quando noi sosteniamo che si debbano regolare i flussi migratori, lo facciamo anche per evitare che i servizi educativi, oltre che sociali e sanitari, non riescano più a rispondere alle esigenze di tutti, garantendo gli standard precedenti a quelli dell’arrivo di una così grande quantità di nuovi residenti. Nella fattispecie, per quanto riguarda l’apprendimento scolastico, vogliamo che da una parte gli studenti lombardi non rimangano indietro a causa dei nuovi arrivati che non sanno la lingua. D’altra parte, in ottica futura, vogliamo che tutti gli studenti, anche coloro che diverranno lombardi fra una qualche decina di anni, possano ricevere un pari grado di istruzione, in modo da avere le pari possibilità sul mercato del lavoro. Il rischio, altrimenti, sarebbe quello di creare una nuova classe di diseredati costretti a ricevere un grado inferiore di istruzione per il semplice motivo di non conoscere la lingua di insegnamento.

Questa situazione si rifletterà sicuramente sul piano lavorativo. Ad esempio un datore di lavoro difficilmente assumerà un ragioniere che ha studiato su libri di testo semplificati. Un ragioniere deve essere capace di leggere le leggi vigenti, non quelle semplificate perché non conosce la lingua. Meglio quindi, per il bene di tutti, evitare che chi non conosca l’italiano venga promosso lo stesso. Il rischio che ciò avvenga, dopo le dichiarazioni del Ministro competente, sono molto alte. Questo non potrà che portare a una grave disparità che si rifletterà poi sia nel mondo del lavoro, sia nelle condizioni di vita future, soprattutto abitative. Aspettiamoci presto la costruzione di quartieri ghetto tipo banlieu francesi, per far fronte alla richiesta abitativa di nuovi poveri. Dobbiamo porre subito rimedio a tutto questo.

Secondo noi il rischio di abbandono scolastico non è motivo sufficiente per giustificare i rischi ai quali stiamo andando incontro. Per tutti questi motivi preghiamo i professori impegnati nella semplificazioni dei libri di testo a ripensare seriamente alle implicazioni che ciò avrà nel futuro sia di questi studenti e sia della nostra comunità locale. Benissimo invece vanno tutte le iniziative di questi professori volte all’insegnamento dell’italiano, ai corsi di recupero, agli insegnanti di sostegno. Utilizzino i soldi di Provincia e Comune per implementare questi servizi, anziché nella semplificazione dei libri di testo. Se dovesse servire, ricordo poi che esistono i cosiddetti "bigini", che sono già libri semplificati che molti studenti utilizzano nel ripasso della materia. Non c’è bisogno di inventare niente.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 ottobre 2007
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