Le conflittualità divergenti del marketing management

Scienza e filosofia sono l’esemplificazione dei due momenti indaganti particolari e generali, condizione necessaria e sufficiente per l’accrescimento della conoscenza.
La fisica in particolare sottolinea che gli stati di equilibrio, sia classici che quantistici, semplici o complessi, sono quelli nei quali l’energia è minima e la determinazione del particolare e del dettaglio assume un ruolo determinante.
Al contrario la filosofia con la sua pretesa di unificare tutto per individuare la ragione ultima, ricerca la globalità dell’universale; questa globalità è tuttavia già all’interno della scienza, infatti matematica e fisica con i due percorsi deduttivo ed induttivo (dal generale al particolare e dal particolare al generale)sintetizzano i due momenti.
La difficoltà della loro integrazione sistemica è ancora purtroppo legata alla limitazione delle nostre conoscenze tecnologiche (siamo ancora nella “preistoria della tecnologia” e non è ancora stata prodotta e metabolizzata una cultura conseguente).
La tecnologia infatti ha moltiplicato, con effetto leva,le attività e le conseguenze delle nostre azioni e ne ha accellerato e velocizzato le ricadute, ma l’uomo non è ancora stato in grado di comprendere che la tecnologia stessa produce un suo differente modo di pensare ed è un partner dinamico che è in grado di modificare le stesse motivazioni a fondamento delle relazioni umane.
In effetti, quando grazie allo sviluppo tecnologico si approfondiscono le questioni, si può constatare che il dislivello superato grazie all’azione di rinnovamento scientifico, comporta l’acquisizione di un più elevato livello di astrazione nel comparto che è stato indagato.
Questo è un passaggio fondamentale che determina un “balzo concettuale” molto differente da ciò che chiamiamo evoluzione quantitativa.
Nella sostanza il salto tecnologico è quello che determina la possibilità di “offrire di più a minor prezzo” ed è esattamente quello che è avvenuto nell’ambito dell’I.T.C.
La bellezza della natura si fonda sull’efficienza nell’impiego dell’energia, l’intelligenza dell’uomo si limita alla produttività; per ora!
Con le dovute proporzioni le analisi e le soluzioni derivate dall’applicazione del marketing management, sintetizano anch’esse conflittualità divergenti e grazie anche all’apporto filosofico, inteso come “pensiero indagante, non solo verticale e gerarchico, ma laterale e democratico, “dialetticizzano” il risultato.
Ecco che di conseguenza le 16 P, punto di partenza del nostro percorso, abbinano i due momenti e la loro descrizione può fornire importanti elementi informativi per l’assunzione di decisioni corrette.
Il numero 16 può essere visto come la somma di due numeri 8 ; i primi 8 che affronteremo sono quelli riferiti alle leve di marketing,gli altri 8 invece sono quelli che trattano della gestione dei collaboratori e li analizzeremo successivamente, come del resto faremo per le 11 C, le 9 E, le 8 S e le 4 T.
Pertanto le 8 leve di marketing sono il primo ambito operativo di intervento e attraverso il riconoscimento corretto della loro integrazione strategica con il mercato, sarà possibile determinare interventi ed azioni efficaci per individuare trend ed opportunità di sviluppo e per conquistare e mantenere clienti profittevoli.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2007
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