Farioli: “Un grazie non retorico a tutta la mia Busto”

Il sindaco liberato dal peso dell'accaduto e commosso per il sostegno ricevuto. "Il gesto d'un folle, smentite ipotesi che non avevano a che fare con la realtà"

A bocce finalmente ferme, il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli torna se stesso: un torrente in piena, un turbine di stati d’animo. Lui ringrazia la città, ma è come se ogni bustocco parlasse attraverso di lui. E ne esce un sospiro di sollievo collettivo: le ipotesi più fosche e torbide si sciolgono come neve al sole dei fatti. «Il gesto d’un folle»: così il primo cittadino liquida l’accaaduto, la sua Bmw data alle fiamme da un pregiudicato scontento per un preventivato no ad una richiesta di autorizzazione all’esercizio commerciale. Sembra che volesse ricavare una pizzeria dal Lory’s Bar Ignazio D’Albano, ma il cartello "cercasi socio" è finito sostituito da un più prosaico "vendo bar" e lui in cella. «In piazza Noè sono stato colpito alle radici» lamenta il sindaco: «lì è nata la mia mamma, nella Chiesa vecchia ho fatto la prima comunione». I ricordi di un sinaghino doc che poi il destino ha portato nella grande Busto, sulla sua poltrona più rovente.

«Il mio messaggio in questi giorni è stato di serenità, mi sono anche chiesto con un mio amico psicologo se non desse un po’ un’impressione di pazzia» commenta col gusto del paradosso il sindaco. In verità sapeva «già da domenica alle 14» che gli inquirenti erano sulle tracce del colpevole, ma il passare delle ore e dei giorni senza che si risolvesse il rebus lo angustiava, mentre circolavano «scenari indegni, inverecondi e offensivi per la città e i cittadini, che non avevano a che fare con la realtà». Niente coinvolgimenti mafiosi, nè camorristici, nè ‘ndranghetosi, nè di tifo calcistico… o parrocchiale, insomma: tutte le ipotesi più strampalate o oscure che sono state fatte. Col che ce n’è anche per la stampa, già castigata dal Procuratore; ma poi  il sindaco la ringrazia per essergli stata vicino «salvo qualche piccola caduta di stile». «Non c’erano mandati e non ho fatto promesse» precisa ancora Farioli, «io non prometto, faccio». E ribadisce di aver mantenuto «rigoroso silenzio» in questi giorni. 

Farioli è prodigo di manifestazioni d’affetto dopo averne ricevute veramente a iosa, da tutti i cittadini di ogni schieramento e credo – anche in forma di lettere e persino di poesiole d’incoraggiamento, ovviamente in rigorosa lingua bustocca. Per tacere delle 25 (venticinque!) telefonate ricevute in questi giorni dal prevosto monsignor Franco Agnesi, che ha avuto le parole più affettuose per il sindaco. Farioli sottolinea questo patrimonio affettivo – un sostegno in molti casi personale e profondo, in altri comunque non solo formale verso una figura legittimata dal voto popolare a rappresentare ed amministrare la città. «Cominciavo in questi mesi a sentire la fatica d’esser sindaco, il peso dei mille problemi che ogni giorno l’amministrazione affronta e risolve. Vorrei esprimere un grazie non retorico a tutti i concittadini, ma anche alle forze dell’ordine, al Procuratore Dettori e al sostituto Gaglio che si sono impegnati in questo caso, al Prefetto Vaccari che ha mostrato davvero grande senso dello Stato. Busto capitale morale della Lombardia».

Farioli era ancora all’oscuro di molti dettagli nel pomeriggio di oggi, non avendo preso parte alla conferenza stampa di stamane: perchè, dice, «un buon bustocco non perde nemmeno un minuto del tempo dedicato al lavoro». Omaggiata così la "religione" locale, il sindaco affronta il tasto forse più delicato a questo punto. Quello cioè della questione specifica dell’autorizzazione per il Lory’s bar. Si trattava di un subentro da parte del D’Albano, uomo dal passato difficile. Non sarebbero, a quanto sa per ora il sindaco, che non conosce affatto l’incendiario, intercorsi atti ufficiali al riguardo. «Ho massima fiducia nei dirigenti dell’ufficio commercio» precisa Farioli, «e sulla "comunicazione ufficiosa" che avrebbe messo in moto tutto questo si cercherà di fare luce con un’indagine interna». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2008
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