Ministri a Varese per il convegno su Giulio Preti

Sarà l'occasione per annunciare l'importante donazione ricevuta dall'Insubria: l'archivio segreto del filosofo Antonio Banfi. Attesi all'evento anche Umberto Bossi e Roberto Maroni

giulio preti Due giornate di studio dedicate al razionalismo critico italiano. L’iniziativa si apre venerdì 28 ottobre nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, a Varese, con il convegno internazionale “Sul Bios theoretikós di Giulio Preti. Problemi aperti e nuove prospettiva del razionalismo critico europeo e lombardo alla luce dell’Archivio inedito del filosofo pavese”.

Nel centenario della nascita del filosofo pavese Giulio Preti (1911-1972), una delle voci filosofiche più importanti e significative della seconda metà del Novecento, il Centro Internazionale Insubrico dell’Università degli Studi dell’Insubria, ha organizzato un evento di portata internazionale con la presenza di una quarantina di relatori e studiosi, provenienti da molteplici atenei italiani e stranieri – Germania, Francia, Messico e Usa – che si confronteranno sul razionalismo critico europeo e lombardo.

Il simposio rappresenta inoltre l’occasione per annunciare la straordinaria attribuzione al Centro Internazionale Insubrico dell’Università degli Studi dell’Insubria, dell’archivio personale, privato e “segreto” del filosofo Antonio Banfi, 5.000 lettere inedite, costituenti un’inedita e nuova “biografia intellettuale” del filosofo milanese attorno alla cui figura si è appunto formata tutta la “scuola di Milano”.

«Molte sono le novità e gli aspetti rilevanti del simposio organizzato dal nostro Ateneo» spiega Fabio Minazzi, direttore scientifico del Centro Internazionale Insubrico. «Il convegno nasce dallo studio di molti scritti e testi inediti del filosofo pavese tutti conservati presso il Fondo Giulio Preti, attualmente interamente a disposizione del Centro Internazionale Insubrico a Varese. Questo spiega perché accanto alle voci autorevoli di molti illustri studiosi di chiara fama che hanno variamente conosciuto e frequentato Preti nel corso della sua vita, prenderanno la parola anche molti giovani ricercatori che negli ultimi anni hanno lavorato direttamente sugli inediti pretiani, potendo così presentare alcune sue nuove e preziose indicazioni concernenti, tra l’altro, gli studi sulla filosofia antica, medievale e moderna, sul problema della conoscenza, sulla filosofia della matematica, sull’evoluzionismo darwiniano, sul neorealismo logico, sullo scetticismo e anche sulla filosofia di Kant, Husserl, Dewey, etc. In questa prospettiva è stata così promossa anche la prima traduzione inglese dei principali Saggi filosofici di Preti (la quale sarà presentata nel corso del simposio), saggi che sono stati editi da un editore internazionale come Peter Lang di Bruxelles e New York, onde favorire una migliore diffusione dell’opera del pensatore lombardo».

Il pensiero di Preti sarà studiato rintracciandone le radici nell’atmosfera della “scuola di Milano” sorta in connessione diretta con la ricerca e il magistero di un filosofo come Antonio Banfi (1886-1957). «Questo spiega perché una sezione apposita del simposio varesino sarà dedicata allo studio dei rapporti tra filosofia, letteratura, poesia, architettura, arte e cultura civile nella Milano banfiana degli anni Trenta con relazioni che metteranno a fuoco, tra l’altro, il contributo di una poetessa come Daria Menicanti (accanto all’opera letteraria di Antonia Pozzi, di Vittorio Sereni, di Lalla Romano e di Guido Morselli) alla nascita di una nuova sensibilità poetica permeata dalla lezione del razionalismo critico banfiano» continua Minazzi.
 
Alle ore 13.00 del 29 ottobre, sempre nella sede dell’Ateneo, in via Ravasi, a Varese, sarà inaugurata una mostra dedicato a “Giulio Preti: le opere e i giorni” mediante la quale saranno presentati molti documenti, pubblicazioni, fotografie, documenti d’archivio e scritti inediti, nonché diversi oggetti personali, concernenti direttamente la vita, l’attività e il pensiero di Giulio Preti. La mostra rimarrà aperta dal 28 ottobre fino al 25 novembre.
 
Nell’ambito della mostra sarà presentato un video realizzato dagli stagisti del Laboratorio Multimediale dell’Università degli Studi dell’Insubria e del relativo corso di laurea in Scienza della comunicazione, quindi con un diretto coinvolgimento degli studenti dell’ateneo insubre, in cui sono raccolte varie testimonianze, disegni e filmati concernenti la vita e la biografia intellettuale di Preti. In questo quadro è stato anche realizzato un apposito CD contenente il Canzoniere per Giulio di Daria Menicanti, recitato dal poeta Silvio Raffo, di cui verrà fatto omaggio a tutti i partecipanti del simposio, unitamente ad una poesia inedita della Menicanti.
 
Il simposio si colloca nel quadro articolato del progetto dei Giovani Pensatori che l’insegnamento di Filosofia teoretica dell’Università degli Studi dell’Insubria sviluppa oramai da un triennio di attività, col diretto coinvolgimento di una significativa rete di scuole secondarie superiori della Provincia di Varese e della Provincia di Como, espressamente finalizzato a trasformare l’insegnamento liceale e secondario della filosofia in una prassi diffusa di riflessione sociale, nonché di vitale riferimento per l’intera società civile, nella convinzione che la conoscenza della filosofia costituisca un autentico diritto di cittadinanza per tutti.
 
In apertura del convegno sarà data comunicazione ufficiale della recentissima attribuzione, al Centro Internazionale Insubrico dell’Università degli Studi dell’Insubria, dell’archivio personale, privato e “segreto” del filosofo Antonio Banfi, attorno alla cui figura si è appunto formata tutta la “scuola di Milano”.
 
Spiega il professor Minazzi: «Questo straordinario fondo archivistico costituisce un documento importantissimo poiché in quindici faldoni, contenenti una trentina di differenti cartelle, sono conservate più di cinquemila lettere inedite le quali documentano, analiticamente, la biografia intellettuale di Banfi, dalla sua formazione filosofica in Germania (svoltasi nei primi anni del Novecento), a tutto il periodo precedente la prima guerra mondiale, fino agli anni successivi al primo conflitto mondiale, nonché agli anni Trenta in cui si formò la “scuola di Milano” e anche al periodo del secondo dopoguerra (anni che videro Banfi muoversi come senatore nelle file del Partito Comunista Italiano di Palmiro Togliatti). Da questo immenso archivio non solo si potranno conoscere nuove pagine sconosciute della biografia intellettuale di Banfi (dal suo incontro con un filosofo come Edmund Husserl a quello con Georg Simmel, etc. etc.), ma si potranno meglio indagare tutte le movenze più riposte concernenti le differenti ricerche poste in essere dal filosofo di Milano per giungere alla delineazione del suo razionalismo critico, giunto a maturazione negli anni Venti e Trenta. Inoltre grazie a queste carte si conosceranno anche le movenze più profonde ed intime della “scuola di Milano” (formata da studiosi come Enzo Paci, Remo Cantoni, Dino Formaggio, Giulio Preti, Luciano Anceschi, Vittorio Sereni, Atonia Pozzi, Luigi Rognoni, Gillo Dorfles, etc. etc.) e, in relazione diretta alla partecipazione di Banfi alla vita politica italiana del dopoguerra, si potranno anche conoscere, dall’interno del Partito Comunista di Togliatti, tutti i segreti e tutte le riserve critiche e le varie diffidenze civili e culturali che un intellettuale come Banfi prendeva proprio in merito alla guida politica allora perseguita dal segretario del Pci.
   Come ha riconosciuto un filosofo come Fulvio Papi, uno dei maggiori studiosi del pensiero di Banfi, alla luce di questo importante archivio segreto tutto lo studio del pensiero di Banfi e anche di alcune pagine decisive della storia civile italiana del Novecento, dovrà ora essere riconsiderata con nuova attenzione critica, ridisegnando le movenze più profonde di tutto un cruciale periodo storico, culturale e civile italiano».
 
Infine, con l’acquisizione di questo importante archivio personale e segreto di Antonio Banfi il Centro Internazionale Insubrico di Varese – che già possiede uno dei quattro principali archivi delle carte di Carlo Cattaneo, unitamente a tutto l’archivio inedito di Giulio Preti, nonché ad alcune lettere inedite di Vittorio Sereni, dei filosofi Giovanni Vailati e Guido Morpurgo Tagliabue – si qualifica come uno dei principali Centri di studio e di conservazione dei manoscritti concernenti la filosofia italiana degli ultimi due secoli, costituendo, in particolare, un Centro di eccellenza per lo studio del razionalismo critico europeo e lombardo.
 
Per ogni ulteriore informazione concernente il Centro Internazionale Insubrico e l’Archivio segreto di Antonio Banfi ci si può rivolgere al direttore scientifico del Centro, il prof. Fabio Minazzi, (ordinario di Filosofia teoretica, che ha personalmente procurato anche questo nuovo patrimonio archivistico dell’Università degli Studi dell’Insubria), rintracciabile al numero di telefono cellulare 3406770887
e-mail: fabio.minazzi@uninsubria.it.

All’inaugurazione dei lavori venerdì 28 ottobre alle ore 9.00, nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, via Ravasi 2, Varese, interverranno: il magnifico rettore, Renzo Dionigi, il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, presidente onorario dell’Associazione degli Amici del Centro Internazionale Insubrico Cattaneo-Preti; il ministro dell’Interno, Roberto Maroni; il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni; il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli; il sindaco di Varese, Attilio Fontana; il direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Claudio Merletti; il direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche, Informatiche e della Comunicazione, Alberto Coen Porisini; il direttore scientifico del Centro Internazionale Insubrico Carlo Cattaneo e Giulio Preti, Fabio Minazzi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2011
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.