La dislessia? È solo un problema motorio

Un approccio differente ai disturbi dell'apprendimento viene proposto dal Centro Italiano Dislessia che punta sulle capacità di coordinazione e di sequenzialità

Fuori dal coro, rispetto alla Consensus Conference che ha riunito le principali associazioni scientifiche sotto il coordinamento del Ministero della Salute, sul tema della dislessia c’è il Centro Italiano Dislessia che ha nel professor Piero Crispiani il principale sostenitore di una spiegazione che poggia sulla disprassia

A Varese, è la dottoressa Chiara Maggiolini a sostenere la tesi che la dislessia non sia un problema fonologico con una difficoltà di lettura e scrittura ( come sostiene l’AID) ma una disfunzione a livello neurologico che comporta la difficoltà di comunicazione tra diversi emisferi del cervello e la conseguente disfunzione prassico-motoria definita appunto, disprassia: « Si tratta di una concezione cosiddetta ecologico-dinamica – spiega la dottoressa Maggiolini – in quanto considera il bambino nell’interezza delle sue condizioni  umane ed esamina la tendenza del dislessico alla rapidità delle funzioni cognitive (esempio lampante è costituito dall’alta velocità nello scendere le scale). A livello statale, la scuola fornisce un aiuto alle famiglie solo nel caso di attestazione di grave disabilità, misura che si concretizza nell’affiancamento di un insegnante di sostegno, nella predisposizione di sportelli di ascolto e nell’utilizzo di supporti elettronici.
Come può però un genitore individuare tale disfunzione in età prescolare? Scoordinazione, distrazione, precipitevolezza e svogliatezza campanelli d’allarme che la famiglia deve osservare. Noi proponiamo il metodo TO.CLI.TE che, in dodici azioni, propone di fornire al bambino e alla famiglia gli strumenti necessari per crescere e apprendere in autonomia, facendo fronte alle difficoltà quotidiane, senza l’utilizzo del supporto elettronico. Grazie alla trasmissione di un metodo di apprendimento che punta a riordinare in successione le informazioni a livello logico-cronologico, il bambino imparerà ad apprendere allo stesso livello dei compagni di scuola, anche se con un maggior sforzo ed una tempistica più lenta.
Con esercizi mirati e studiati caso per caso, il bambino riesce a migliorare, grazie ad una cura più o meno intensiva – si consigliano incontri di 45 minuti 3 volte alla settimana e per 3 mesi -, quello che gli esperti in materia definiscono il Polo SAF, ovvero la capacità cerebrale di ordinare eventi in successione, di seguire Automatismi e di garantire Fluidità alla qualità esecutiva personale». 

Una proposta, quella di Chiara Maggiolini e del Centro Italiano Dislessia, che arriva in un momento in cui si assiste ad una crescita del fenomeno, da imputare secondo il CID anche alla moderna modalità di gioco dei bambini, sempre più sottoposti a informazioni ed impulsi non facilmente immagazzinabili e gestibili dal cervello.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2012
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