Pastasciutta antifascista, il comitato ringrazia

Il Comitato Antifascista di Busto Arsizio vuole ringraziare tutti coloro che hanno preso parte all'iniziativa

Il Comitato Antifascista di Busto Arsizio vuole ringraziare, con un comunicato stampa, tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa denominata "Pastasciutta Antifascista" in memoria dell’iniziativa dei fratelli Cervi avvenuta a Campegine di Reggio Emilia il 25 luglio del 1943 per festeggiare la caduta del fascismo. L’iniziativa, ricordata a Busto dal comitato, è stata rovinata dalla delirante rivendicazione da parte di un gruppo che si è autodefinito fascista che annunciava, tra le righe, di aver messo un purgante all’interno del vino bevuto durante la festa. La damigiana di vino è stata poi sequestrata dagli agenti del commissariato di Busto Arsizio che l’hanno fatta analizzare. Anche se molto probabilmente si è trattato di uno scherzo di cattivo gusto gli antifascisti hanno voluto ribadire che in Italia, purtroppo, esistono ancora frange fasciste e antidemocratiche. Proprio oggi, comunque, ricorre l’anniversario della strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980.

Innanzitutto ringraziamo tutte le realtà firmatarie dell’iniziativa del 25 luglio al Museo del Tessile organizzata dal Comitato Antifascista. Per la Pastasciutta antifascista, va un particolare ringraziamento a quelle donne, uomini, bambine e bambini e giovani e giovanissimi che l’hanno resa possibile con il "parteciparla".
 E’ stato un momento intenso di ricordo della famiglia Cervi che per prima il 25 luglio del ’43, festeggiò la caduta del Duce con una pastasciuttata per tutti i concittadini di Campegine (RE), rendendo così evidente il proprio impegno antifascista.
 E’ necessario ricordare che eravamo in pieno periodo di guerra. Guerra voluta dal regime nazisti e sostenuta dai nostrani fascisti.
Tempi duri quindi, che si sarebbero fatti ancora più duri da lì a poco e che avrebbe condotto i 7 fratelli Cervi, eroi della Resistenza Partigiana, alla loro fine per mano fascista.
 Il ricordo della Resistenza in Italia, non è poi solo un fatto celebrativo di una ricorrenza storica, perché subito dopo la Liberazione del 25 aprile 1945, i fascisti, con “perfetta continuità” hanno rioccupato posti di comando e di governo nell’Italia "democratica e repubblicana".
In proposito, la gran parte dei prefetti sono rimasti i prefetti dell’era fascista e così pure per gli alti comandi dell’esercito.
Si provvide invece a disarmare e “licenziare” fior fiore di Partigiani combattenti.
Costringendo quindi i Partigiani, gli antifascisti, i sinceri democratici, a proseguire la lotta sul terreno della democrazia e della civiltà per la difesa dei lavoratori, per la costruzione dell’Italia descritta nella Costituzione.
Così la storia “irrisolta” di questa Repubblica è stata costellata di attentati terroristici di matrice fascista, di tentativi di golpe, di attacco alle istituzioni democratiche, così come ai più elementari diritti sanciti dalla Costituzione Repubblicana.
Fino ad oggi a cui assistiamo alla metamorfosi in doppiopetto delle camice nere e di altra marmaglia, dopo lo sdoganamento berlusconiano. L’opera di “maquillage” funziona anche col consenso di taluni dichiaratamente democratici, ma col caldo si sa, il trucco strucca e la vera faccia esce allo scoperto. Fascisti sono, fascisti rimangono.

La Resistenza continua, oggi. Ed è impegno civile e democratico di tanti uomini e di tante donne.
Per questo il 25 luglio 2012 a Busto A. abbiamo celebrato la memoria della Famiglia Cervi, e insieme ricordato l’impegno di pace e per un mondo di giustizia profuso da Bruna Brambilla e Stefano Ferrario, recentemente scomparsi. E insieme a loro un pensiero di memoria e rispetto dedicato ad Angioletto Castiglioni, da annoverarsi fra i partigiani di sempre.
Questa iniziativa di “memoria in festa”, promossa 15 anni fa dall’Istituto Cervi, è stata condivisa da diverse realtà sul territorio nazionale,
e fra le altre il Comitato Antifascista di Busto A. ha rinnovato l’adesione a tale iniziativa quadruplicando i partecipanti della scorsa edizione.

 L’avvenimento, in contemporanea in diverse località, è stato avvicinato dal collegamento video con l’Istituto Cervi, in quel momento gremito di duemila persone. La “rete ci ha permesso di ascoltare messaggi di incoraggiamento nel proseguire l’impegno Antifascista contro l’oblio e la rassegnazione da un lato e contro l’omologazione del fascismo sotto qualsiasi veste dall’altro. Sono stati appelli all’unità antifascista.
Questi messaggi ci sono giunti direttamente dalla Presidente dell’Istituto Cervi Rossella Cantoni e dal Presidente Nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia.

A Gattatico, A Fosdinovo, a Bologna e in tanti luoghi sparsi per la penisola è stato un 25 luglio di festa, di suoni, canti, di chiacchiere, di confronti, di bambini festanti e scorrazzanti così a Busto nel giardino del Museo del Tessile di Busto. E la pastasciutta e Salvatore e i suoi chili e chili e chili di pasta, innaffiati da buon rosso alla spina, ha reso la serata una vera festa di popolo.

Per noi anche questo è antifascismo.
"Occuparsi" di ciò è difendere spazi di umanità e felicità popolare da chi vuole negarla.

Circa le notizie sulla damigiana donataci dai fascisti fingendosi antifascisti lasciamo che diventino questioni di indagine e di "giustizia che faccia il suo corso".
Certo, questa fattaccio così "locale", assume dati i collegamenti della “pastasciuttata” una rilevanza nazionale e certo non rende lustro alla nostra città, ma è solo "un altro mattone nel muro" della vergogna del sempre più imperante “lassez faire” e della tolleranza garantita -a volte addirittura sostegno- al mondo neofascista in questi territori.

Dal punto di vista politico il Comitato Antifascista non si presta al "gioco degli anni ’70" perpetrato da tempo da gruppi fascisti più o meno locali.

Nel sottolineare ciò, registriamo infine che fatta eccezione per il consigliere comunale di Sel Cirigliano, l’attenzione e la vicinanza portata da Cerardi per la FdS di Busto, il sostegno giunto dal Collettivo CippoCioppiCiappi (di cui condividiamo il comunicato stampa di recente diffuso in merito alla “pastasciuttata” del del 25 luglio) e altri calorosi e individuali attestati di solidarietà, il silenzio della politica locale attorno a questo fatto è, nonostante l’estate torrida, agghiacciante.
E’ giunta la solidarietà dell’Istituto Cervi. Alleghiamo questo documento giuntoci e che parafrasando una celebre il “Che” da Gattatico lanciano un monito : “essere teneri senza mai perdere l’autorevolezza”. Ma anche “uscire dal silenzio”, essersi reciprocamente solidali e presenti. Antifascisti. Grazie per questa vicinanza.

Come Comitato Antifascista di Busto possiamo dire ancora "We have a dream".
E cioè che l’antifascismo, relegato a pura celebrazione da calendario, è una forma senza sostanza.
Viene così imbastardito con altri termini e attributi atti a svuotarne la portata di cambiamento.
L’Antifascismo deve essere un un "anti" che deve essere "per", perché così l’hanno forgiato gli oppositori al regime del ventennio fascista.
Deve diventare quindi la discriminante fondamentale; uomini e donne che scelgano di separare il grano dalla zizzania….”dopo un raccolto, ne viene un altro”, diceva papà Cervi chiedendo Giustizia per i suoi figli.

E’ necessario ripartire da lì. Da ciò che è stato tradito all’indomani della Liberazione: la Giustizia, e prima ancora il Sogno. Bisogna ricostruire da quelle storie e da quegli ideali, una koiné, un linguaggio anche vario e attuale, ma comune e condiviso, come lo sono state le parole e gli sguardi di quelle centinaia di persone presenti al Museo del Tessile.
Tutto ciò deve diventare attenzione ed atteggiamento quotidiano, che smuova le coscienze individuali e che porti un mattone alla volta al "cantiere antifascista", per costruire una casa comune accogliente, ospitale, collettiva, antifascista.

Tocca ad ognuno di noi anche presente quella sera del 25 luglio riappropriarsi di questi valori.
Dare un significato autentico agli ideali Antifascisti-
Gran parte di questi ideali non si trovano più in chi rappresenta ora le istituzioni. Spesso sono pronti a tuonare di democrazia dal pulpito dei loro scranni, ma subito a nascondersi dietro allo stesso pulpito quando è il momento di esporsi nella difesa dei principi democratici.
Costoro millantano appartenenze e coscienza civile, che non hanno, e con ciò consumano il credito che storie gloriose gli avevano consegnato.
Hanno smarrito o addirittura svenduto al mercato della "miglior offerta elettorale" i giusti principi dei padri resistenti.

Questi signori e queste signore non hanno più nemmeno il pudore di vergognarsi.
Hanno smarrito la coscienza…continuando a ripetere che le ideologie sono finite. Loro stessi, non solo affermano che le ideologie sono finite, ma hanno finito anche le idee, restando in balia della convenienza momentanea.
In questo modo siamo arrivati a questo punto.
Siamo ormai ai minimi storici di convivenza civile e democratica.
Si accetta la presenza di fascisti (non giovanissimi ci risulta dalle sommarie descrizioni raccolte) che giocano all’"azione gogliardica" minacciando "purghe" e "rivendicando" la stessa azione come si usava per fatti molto più gravi.

E riprendendo le parole di una lettera di un compagno, amico e fratello "ORA E SEMPRE RESISTENZA non è una giaculatoria o uno slogan vacuamente ripetitivo, ma un impegno quotidiano di liberazione sociale".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 agosto 2012
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