Indovinelli e giochi: come si impara la matematica

Al "Mate in Italy" ospitato alla Triennale, è stato ricordato Martin Gardner, filosofo, enigmista, matematico e letterato americano che ha ribaltato i tradizionali canoni dell'insegnamento

matematica milano triennale
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È stato un pomeriggio intenso, quello del 21 ottobre  alla Triennale di Milano dove, in occasione del centenario dalla nascita, Nando Geronimi, professore di matematica, e Marco Broglia, informatico, hanno celebrato  Martin Gardner (1914-2010) in una conferenza che, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita, ha voluto portare il pubblico a giocare con i famosi rompicapo del filosofo, enigmista, matematico e letterato americano. 

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Mate in Italy: la matematica è un gioco 4 di 18

L’evento, inserito all’interno della mostra “Mate in Italy” in corso nello spazio espositivo milanese, è stato un momento che ha coinvolto ragazzi, adulti ed insegnanti in una riflessione non solo sul grande lavoro di ricerca e divulgazione svolto dallo scienziato, ma anche un’occasione destinata alla riflessione su nuovi approcci di didattica della matematica . 

Da anni il suo insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado suscita polemiche che, fino ad oggi, non sembrano trovare soluzioni.Tra le critiche a sostegno del fatto che questa sia ormai diventata una materia sterile: la mancanza di professori che te la raccontino e non la impongano e la pura applicazione, da parte degli studenti, di regole e formule prese dai manuali. Eppure la soluzione c’è ed è lì, suggerita da Martin Gardner, da parecchi anni.

«Si tratta soltanto di prendere la matematica in un modo diverso, nel modo di Gardner» ha detto il professor Geronimi «Fare sì che gli studenti si scontrino e confrontino con giochi e rompicapo matematici è la vera strada che la didattica dovrebbe seguire. Il pregiudizio che pesa sulla matematica, quello di essere un materia difficile, è proprio ciò che la rende sterile. Chi lo dice che per forza per la risoluzione di quesiti e problemi si debba seguire un linguaggio convenzionale o l’applicazione di formule? La matematica è tutt’altro e Gardner ha cercato di dirci proprio questo. Percorrere strade non battute per arrivare alla risoluzione del quesito, questa è la vera matematica, quella ricreativa. Questo il rinnovamento di cui c’è bisogno. I giochi sono in grado di  fare tutto ciò, mettendo alla prova la nostra logica e le nostre capacità».

Questo è stato quanto Marco Broglia e Nando Geronimi hanno cercato di fare capire in un’ora e mezza dedicata al pubblico, che ha dimostrato di apprezzare  l’approccio ricreativo che, insieme al Centro Pristem dell’Università Bocconi e ai circoli matematici presenti in tutta Italia, viene portato avanti.

«Soprattutto i giovani, quando si avvicinano al gioco matematico non sanno bene cosa voglia dire e nemmeno le opportunità che è in grado di offrire. La cosa bella è che per risolvere un gioco matematico non sono necessarie particolari abilità. Soltanto voglia e tempo da spendere per ragionare. Quel problema, aritmetico o geometrico che sia, stimola e attira chiunque, incollandolo ad esso fino a che non è stato risolto. Magari ti fa arrabbiare, ci impieghi ore per risolverlo, sbattendo “il muso” diverse volte. Poi, però, scatta una molla nel cervello che ti fa dire ” e se fosse…” ed ecco che arrivi alla soluzione e nella testa inizi a ripeterti “ma come ho fatto a non pensarci prima”. Questo, io credo, deve essere il modo in cui gli insegnanti devono avvicinare i giovani alla matematica. Questo è un modo adeguato di sviluppare un ragionamento».

Nando e Marco lo hanno fatto ieri, con indovinelli su giraffe e fiammiferi e problemi di dadi e lucchetti, e lo fanno ogni giorno nelle scuole e nell’organizzazione, in collaborazione con l’Università Bocconi, del festival della matematica, ogni anno a luglio a Caldè. 

«Alleniamo bambini giovani ed adulti; li mettiamo alla prova in gare e tornei e poi li portiamo a Parigi, ai campionati internazionali di giochi matematici, dove la nazionale italiana, ogni anno, fa bella figura. Uno degli obiettivi di tutti coloro che collaborano a questo genere di iniziative è quello di valorizzare di più la cultura matematico-scientifica in Italia. Non dimentichiamoci che anche qui abbiamo le eccellenze, diamo loro l’opportunità, formandosi in modo adeguato sin da piccoli, di lavorare e portare avanti lo stesso percorso qui nella nostra nazione».

Per info : http://circolomatematico.it/
e.mail: fgeroni@tin.it

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2014
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