Divieto di fumo: le norme ci sono ma non sempre rispettate

In occasione della Giornata mondiale contro il tabacco, si ricordano i divieti in vigore a tutela dei minori, malati e donne gravide

fumo
Foto varie

Uomini giovani e del centro Italia. È questa la fotografia del fumatore italiano stilata dall’ISTAT (dati 2016). Oggi, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, l’Organizzazione mondiale della sanità rilancia i pericoli con il motto: «Il tabacco – una minaccia per lo sviluppo.

Come dicevamo, in Italia, il fumo  è maggiormente diffuso tra i giovani dai 25 e 34 anni, soprattutto uomini. Le differenze di consumo tra uomini e donne rimangono significative: i fumatori maschi sono il 24% mentre tra le donne il 15% complessivo si dà al fumo.

Grandi fumatrici anche le donne tra i 55 e i 59 anni con il 20%. Nel 2016 i fumatori sono il 20% circa della popolazione over14, contro il 19,5% nel 2014 e quasi il 30% del 2013. La localizzazione dei fumatori si concentra nel centro della penisola con oltre il 20%, si fuma di meno nel Nord-est 18%.

L’OMS Ricorda che la dipendenza da tabacco può causare malattie cardiovascolari, tumori e malattie polmonari croniche, inoltre provoca più di 7 milioni di morti all’anno per fumo attivo e passivo. E se le direttive della Legge Sirchia si sono ormai consolidate con successo, la più recente Circolare Lorenzin- Dlgs. n. 6/2016 che recepisce la direttiva 2014/40/UE – fatica a farsi strada soprattutto rispetto alle indicazioni che tutti i cittadini dovrebbero seguire.

L’ultima disposizione italiana in materia di fumo, infatti, introduce maggiori restrizioni per dissuadere, in particolare, i minori dal consumo di prodotti a base di tabacco o contenenti nicotina: è in vigore l’assoluto divieto di vendita di sigarette ai minorenni.

Le disposizioni del Decreto, entrato in vigore dal 20 maggio 2016, comprendono anche il “Divieto di fumo nelle pertinenze esterne delle strutture ospedaliere”. ATS Insubria sottolinea e ribadisce la necessità di rispettare questa norma che è ancor più indispensabile per la tutela delle persone malate che si trovano nelle strutture ospedaliere, a molti ancora sfugge che uscire a fumare sui balconi o nelle aree esterne dei reparti degli ospedali, espone i degenti al fumo passivo che rappresenta un rischio molto serio per la salute di tutti.

La campagna contro il fumo di ATS Insubria, per il 2017, ha voluto centrare l’attenzione su 4 punti e invita, quindi, anche gli esercenti che con la stagione estiva consentono ai clienti di godere di spazi esterni, a individuare aree riservate ai fumatori, per tutelare dal fumo passivo chi evita di esporsi all’uso di tabacco.

Un altro fattore educativo è quello del divieto di fumo nelle aree limitrofe a tutte le scuole di ogni ordine e grado: è fondamentale consentire ai minori di crescere in un ambiente educativo salubre, per questo gli adulti che gravitano nel mondo della scuola devono evitare di fumare nelle aree attigue agli edifici scolastici.

Si ricorda, infine, che “è vigente il divieto di fumo in auto per il conducente, anche in sosta e lo stesso vale per i passeggeri, in presenza di minori e di donne in gravidanza”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2017
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