Bocce, a Malnate irrompono i giovani

Bisogna sfatare che sia uno sport per anziani. La diffusione tra i giovani dipende da chi li guida come hanno dimostrato Luigi Gualandi e Carluccio Martignoni

Bocce varie

Nell’immaginario collettivo, espressione piacevole, ora molto alla moda, perciò talvolta eccessivamente usata o addirittura abusata, le bocce, chiamate così genericamente, senza distinguere fra gioco e sport, sono ritenute pratica da anziani, per non dire vecchi. Non c’è da scandalizzarsi, molto spesso “vox populi, vox dei”, sicuramente il riferimento all’età media dei praticanti è appropriato – è in continua salita nell’ultimo decennio -, ma invece di costituire titolo di demerito è, al contrario, un elemento di valore, perché dimostra in modo inequivocabile che le bocce hanno in sé la capacità di consentire la pratica agonistica anche in età nelle quali altri sport sono preclusi. Ma, come spesso accade, ogni supposta verità risulta parziale, in questo caso molto parziale, poiché i giovani stanno scoprendo che giocare a bocce è piacevole, consente di misurarsi, sia a livello individuale che di squadra, permette di socializzare, di fare nuove conoscenze, di arricchire, quindi, il proprio bagaglio di conoscenza e di crescita.

È quanto emerso nell’esibizione a Malnate, che dimostra ancora una volta quanto conti la guida competente ed appassionata del presidente Luigi Gualandi e del “cardinal Richelieu” Carluccio Martignoni,  di alcune giovani promesse regionali dello sport delle bocce, nell’ambito  di una manifestazione di elite.

Bocce varie

Il giovane Porcellati, appartenente alla Bocciofila Speroni di Milano, è stato molto esplicito, nel corso dell’intervista televisiva: ha assaporato il gusto della vittoria, che conferisce non solo soddisfazione, ma accresce il senso di autostima, e sogna di arrivare a vestire la maglia della nazionale.

Il commissario tecnico della nazionale italiana, Maurizio Mussini, campione del mondo nel 1998 in Argentina, si è dimostrato fiducioso sul progressivo ingresso dei giovani, ritenendo, a ragione, che le attuali difficoltà ad avviare le nuove leve alla pratica agonistica sia connesso alla carenza, nel passato recente, di un’adeguata propaganda che non può essere disgiunta dalla presenza di un nucleo d’istruttori preparati. A questo riguardo sono stati avviati percorsi di formazione federale per istruttori, diplomati Isef, al fine di poter completare la crescita dei giovani, sia nel settore maschile che nel settore femminile, non solo per quanto attiene i rudimenti del gioco – per le tre specialità della “raffa”, del “volo” e della “petanque” – ma anche per un’appropriata preparazione atletica, indispensabile per attuare un approccio completo a questo sport.

Superfluo sottolineare l’interesse suscitato da questi giovani e giovanissimi nelle varie fasi del gioco, ma soprattutto è stato gratificante toccare con mano la loro soddisfazione nel vedersi oggetto di riprese televisive e di vedersi circondati dall’attenzione del pubblico, che li ha seguiti con enorme simpatia, tanto da meritare applausi convinti per molte giocate eseguite con vera maestria, quasi da “professionisti”.

PILLOLE DI BOCCE

Giovedì 12 luglio, a Brezzo di Bedero, finale 15° Trofeo Comune di Brezzo di Bedero, regionale individuale categoria AB e categoria C – due finali separate -.

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Pubblicato il 10 luglio 2018
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